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Nanosonde permetteranno una più facile interfaccia uomo-macchina

5 luglio 2019 | Scritto da La redazione

I nanocavi di cui sono composte sono così piccoli da riuscire a penetrare nelle cellule senza danneggiarle

Una nuova ricerca del Lieber Group di Harvard ha prodotto dei sensori di dimensioni microscopiche, nell’ordine di nanometri, così piccole da essere in grado di raggiungere l’interno delle cellule per registrarne l’attività elettrica. Questi strumenti potranno essere usati per leggere il tempo reale le attività dei neuroni, aprendo una nuova frontiera nell’ambito della mappatura cerebrale e delle protesi neurali.
“Questo lavoro incredibilmente eccitante e ambizioso – ha commentato il professor Ravi Silva, direttore della ATI presso l’Università del Surrey che ha collaborato al progetto – illustra il valore della collaborazione accademica e, insieme alla possibilità di aggiornare gli strumenti che utilizziamo per monitorare le cellule, questo lavoro pone le basi per interfacce uomo-macchina che potrebbero migliorare le condizioni di vita in tutto il mondo.”

 

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La redazione
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