Future Society

Come sarà il lavoro del domani?

4 dicembre 2018 | Scritto da La redazione

Durante l’ultima edizione di JOB&Orienta, il salone nazionale dedicato a orientamento, scuola, formazione e lavoro, Eni ha scelto di declinare la sua presenza al futuro: quattro speaker d’eccezione per quattro visioni del futuro, tutte da scoprire.

Secondo i dati di Unioncamere, tra il 2019 e il 2023 il mercato italiano richiederà complessivamente tra i 2,5 e i 3,2 milioni di nuovi lavoratori da assumere, soprattutto nei settori dei servizi alle imprese, della sanità e dell’istruzione. Ecco perché parlare del futuro di domani e, soprattutto, parlarne ai giovani diventa fondamentale: è questa la sfida che ogni anno raccoglie la fiera JOB&Orienta, promosso da VeronaFiere e Regione del Veneto, in collaborazione con il Miur e con l’adesione di numerose istituzioni locali e nazionali. La 28^ edizione dell’evento dedicato alla formazione, che ha raccolto quest’anno oltre 75mila visitatori, si è tenuta a Verona dal 29 novembre al 1° dicembre scorsi e ha visto oltre 350 relatori intervenire in più di 200 appuntamenti in calendario.

Tutto incentrato sul domani è stato l’incontro “Il futuro è qui”, promosso da Eni nell’ambito del JOB&Orienta, e che ha visto quattro speaker d’eccezione alternarsi sul palco per raccontare la loro visione del futuro.

A prendere la parola per primo, l’economista e professore di Economia e Gestione delle Imprese all’Università Ca’ Foscari di Venezia Stefano Micelli, che è partito con da un dato che a molti potrebbe suonare stupefacente: secondo uno studio del World Economic Forum, il 65% dei bambini che oggi vanno a scuola, una volta diplomati o laureati, svolgeranno dei lavori che ad oggi ancora non esistono, ma che possiamo provare ad immaginare. Come fare a prepararsi, allora, per un lavoro che non si sa quale potrebbe essere?

Micelli ha scelto di partire da un elenco di caratteristiche che il futuro di domani avrà: innanzitutto, ci dice il professore, sarà un lavoro ibrido, che unirà l’automazione e la manualità. Ma il lavoro del futuro sarà anche, necessariamente, un lavoro riflessivo: “Dovrete pensare a quello che state facendo, l’automatismo della catena di montaggio non sarà più possibile”; ma non bisogna dimenticare anche la qualità imprenditoriale: secondo Micelli i ragazzi in futuro “esploreranno individualmente cose che oggi ancora non esistono”.

Un po’ la lezione di vita che ha seguito fin da ragazzo Giovanni De Lisi, oggi CEO di Greenrail, la startup da lui fondata che crea traverse per le linee ferroviarie in materiale ecosostenibile. Dopo una gavetta di qualche anno come saldatore per la ditta del padre, Giovanni ha un’idea brillante: sostituire le traverse dei binari dei treni, ad oggi costruite secondo uno standard dei primi del ‘900 in calcestruzzo, che richiede continua manutenzione, con modelli creati con plastica e gomma riciclata. Un progetto che unisce il valore della sostenibilità allo sviluppo industriale secondo i principi della Circular Economy. Una formula che sembra avere successo: recentemente Greenrail ha infatti ottenuto una commessa da 75 milioni di dollari negli Stati Uniti, per la costruzione delle sue traverse ecosostenibili in cinque stati.

È stata poi la volta di Esther Elisha, che al pubblico giovanissimo ha raccontato la difficoltà di ritagliarsi uno spazio nella realtà del cinema italiano: talentuosa attrice italiana originaria del Benin, Esther per anni si è ritrovata costretta a interpretare personaggi marginali, prima di farsi coraggio e ottenere il successo che meritava. Anche per questo ha concluso il suo intervento augurando al suo pubblico di trovare “un futuro che vi assomigli”.

“Sono convinta che ognuno sia artefice del proprio destino. Quello che mi hanno insegnato, è che se tu hai una passione per quello fai e dai il massimo, non ti sentirai mai fuori luogo”. Così Gilda Balducci, ingegnera di perforazione Eni e speaker finale dell’evento, ha raccontato al pubblico come e perché ha deciso di partire per un anno in un campo offshore, unica donna tra circa 120 ingegneri. Quattro anni fa la decisione di partecipare a un Master in Petroleum engineering and operations, organizzato da Eni in partnership con il Politecnico di Torino, e poi la partenza per un campo di perforazione in mezzo al mare: un’esperienza di un anno, impegnativa ma sicuramente appagante, che ha insegnato a Gilda a sapersi aprire ai nuovi orizzonti.

Una sfida che anche Eni sembra pronta a cogliere: con la sua presenza per il quarto anno consecutivo al JOB&Orienta ha scelto, con questo incontro, di riflettere con i giovani sul futuro in termini di nuovi trend, modelli economici, mestieri dimenticati, rinnovati o che non esistono ancora e, soprattutto, l’attitudine necessaria per essere pronti al cambiamento: orientarsi per orientare il futuro.

La redazione
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