Future Society

Previsioni dal passato: il tempo libero estremo che non è diventato realtà

29 marzo 2019 | Scritto da La redazione

Spesso e volentieri i pensatori del passato hanno lasciato ai posteri intuizioni sul nostro presente: alcune incredibilmente precise, altre del tutto sbagliate. Oggi, per il secondo appuntamento di questa rubrica, ve ne raccontiamo una di quelle che, purtroppo, non si è realizzata.

 

Siamo nel 1966 e l’automazione è all’orizzonte, insieme a molte nuove sfide e opportunità. Un gruppo di redattori della rivista Time, in un saggio, si sbilancia sugli effetti di questa rivoluzione con una previsione piuttosto azzardata: “Entro il 2000, le macchine produrranno così tanto che tutti negli Stati Uniti saranno ricchi”. Secondo l’articolo, in un’epoca in cui il lavoro non sarebbe stato più necessario, il vero problema è rappresentato da tempo libero: come usarlo in modo significativo?

 

La preoccupazione di Herman Kahn. La previsione dei redattori del Time è stata condivisa anche da Herman Kahn, uno dei più importanti futuristi della seconda metà del ventesimo secolo. Con tutto questo tempo libero, la preoccupazione di Kahn era quella di una società “orientata al piacere”, con conseguenze potenzialmente negative. “Molti – spiega nei suoi scritti – saranno soddisfatti, ma molti altri troveranno quel tipo di vita privo di significato e di scopo e cercheranno qualcosa che li soddisfi”.

Un presente molto diverso. Il 2000 è passato da quasi 20 anni e la situazione prevista sembra essere molto distante da quella attuale. L’automazione ha rivoluzionato sicuramente il mondo del lavoro e della produzione ma non la ricchezza si è concentrata nei conti in banca di pochi. Secondo i dati del rapporto Oxfam diffuso a inizio anno, l’1% più ricco del Pianeta detiene quasi la metà della ricchezza aggregata netta totale (il 47,2%, per la precisione), mentre 3,8 miliardi di persone, pari alla metà più povera degli abitanti del mondo, possono contare appena sullo 0,4 per cento. Per il prossimo futuro? La rivoluzione tecnologica in atto cambierà profondamente il mondo del lavoro nel prossimo futuro ma il paradigma non sembra destinato a cambiare: la ricchezza resterà nelle mani di pochi e chi perderà la sua occupazione per l’introduzione di nuove tecnologie sarà costretto a reinserirsi nel mercato del lavoro.

E il tempo libero? Non solo non possiamo permetterci di stare perennemente in vacanza, ma molto spesso lavoriamo anche nel nostro tempo libero. Una ricerca, infatti, sostiene che in Francia, Germania e Regno Unito, oltre il 20% delle persone lavora nel fine settimana, cifra che raggiunge quasi il 30% negli Stati Uniti.

Uno scenario piuttosto differente rispetto a quello ipotizzato da Kahn e i redattori del Time. L’esercizio di Future Thinking, in questo caso, non ha offerto una previsione corretta e l’automazione ci ha portato a un “futuro possibile” diverso rispetto a quello ipotizzato.

La redazione
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