Pianeta Terra e Spazio

InSight rileva il primo terremoto marziano

24 aprile 2019 | Scritto da La redazione

Dopo 129 giorni marziani la sonda della NASA ha finalmente misurato e registrato il primo terremoto sul pianeta rosso

Un debole segnale, una flebile vibrazione che sulla Terra passerebbe quasi inosservata fra i migliaia di microterremoti che costantemente fanno sembrare vivo il nostro pianeta, ma su Marte l’attività sismica è molto, molto più debole e rara ed essere riusciti ad individuarla e misurarla è un incredibile prova di precisione tecnologica.
129 sol – così si chiamano i giorni su Marte, che durano 24h e 39 minuti – sono passati da quando InSight è atterrato (o ammartato?), la sonda costruita dalla NASA ha un compito specifico, esplorare le profondità del pianeta rosso cercando di capirne la struttura interna grazie ad un sismometro, oltre ad altri strumenti, incredibilmente sensibile chiamato Seismic Experiment for Interior Structure, o SEIS.

 

Il “martemoto” è avvenuto il 6 aprile ed è stato seguito da altre scosse minori il 10 e 11 dello stesso mese. Ora che sono arrivati i primi dati sarà necessario compiere diverse verifiche per accertarsi che le vibrazioni siano effettivamente di origine sismica. Alla NASA comunque sono molto sicuri dell’origine sismica: il sismometro è protetto da un complesso sistema di attenuamento delle vibrazioni non volute composto da una particolare cupola aerodinamica, un sistema di coperture termiche per evitare addiritura vibrazioni degli strumenti indotte dalla contrazione dei materiali a causa degli sbalzi termici e una “gonnella” di cotta di maglia metallica che permette allo strumento di poggiare in maniera stabile sulle rocce sottostanti.

 

La presenza di terremoti su Marte non è una sorpresa, nonostante il pianeta non abbia una tettonica a placche è comunque soggetto a stress di tipo termico: il continuo tira e molla creato dal costante riscaldamento e raffreddamento porta eventualmente alla spaccatura di rocce in profondità e quindi deboli terremoti. Lo stesso fenomeno è stato osservato anche sulla Luna, dove le missioni Apollo degli anni ’60-’70 hanno posto diversi sismometri.

L’essere riusciti a individuare e misurare un terremoto debolissimo su un altro pianeta è un incredibile risultato che permetterà di scoprire cosa nasconde la crosta rossa di Marte e quindi di capire meglio la struttura degli altri corpi celesti del nostro sistema solare.

 

Leggi la news: https://go.nasa.gov/2KYDCI8 

La redazione
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