Scienza e Medicina

Smartphone e 5G, facciamo chiarezza

23 maggio 2019 | Scritto da Alberto Laratro

Tutti abbiamo uno smartphone in tasca, un dispositivo che emette radiazioni. Ma ci sono rischi per la salute?

Quante ore passiamo con il telefonino in mano? Fra telefonate, social network, internet, video e giochi, tutti ormai viviamo quasi in simbiosi con il nostro smartphone. Ma questi dispositivi sono sicuri? E ora che la rete 5G si sta per affacciare sul mercato, ci saranno nuovi rischi per la nostra salute? Cerchiamo di fare chiarezza su un argomento molto discusso.

Secondo la World Health Organization (WHO), dopo 20 anni di studi, non sono state trovate evidenze che indichino che l’uso di smartphone con reti 3G e 4G pongano rischi per la salute. Quelle che emettono, infatti, sono radiazioni non-ionizzanti, che fino a prova contraria sono innocue per gli organismi.


Radiazioni, queste sconosciute.
quando parliamo di radiazioni subito parte un allarme mentale: radiazioni uguale pericolo. È necessario, però, chiarire alcuni aspetti: per radiazioni intendiamo qualsiasi forma di trasmissione di energia sotto forma di particelle o onde. In quest’ottica anche la luce visibile è radiazione, radiazione elettromagnetica per la precisione: si tratta di uno spettro in cui maggiore è la frequenza delle onde elettromagnetiche, maggiore è l’energia. Le radiazioni a cui siamo solitamente esposti sono, potenzialmente, innocue. È quando l’energia supera un certo valore che iniziano a crearsi problemi: in quel caso parliamo della radioattività, cioè il rilascio di particelle ad alta energia, solitamente legata a fenomeni di decadimento nucleare.

Le radiazioni degli smartphone. Le reti 4G che utilizziamo normalmente sfruttano, per diffondersi, le microonde, ovvero radiazioni comprese fra i 300 MHz e i 300 Ghz: si tratta di radiazioni non ionizzanti che non pongono alcun rischio per la salute. Eppure, sembra ovvia l’obiezione, tutti usiamo i forni a microonde e se il cibo cuoce al suo interno, perché queste radiazioni non dovrebbero fare lo stesso con i nostri tessuti? La risposta è nella potenza: all’interno di un forno a microonde passano fino a 1200 watts, gli smartphone e dispositivi wireless sono limitati ad un solo watt. Alcuni studi hanno comunque mostrato che uso prolungato di dispositivi mobile attaccati al nostro corpo potrebbero avere degli effetti, legati al riscaldamento causato dalle microonde a bassa potenza che viene per la maggior parte assorbito dalla nostra pelle. Per questo motivo la WHO ha inserito l’uso degli smartphone e l’esposizione alle radiazioni elettromagnetiche nella categoria 2B degli agenti cancerogeni, ovvero agenti per cui ci può essere il sospetto che possano causare il cancro. Ma niente allarmismi, si tratta di cautela, visto che sono tantissimi gli agenti nella stessa categoria come il caffè, alcuni tipi di shampoo (quelli con olio di cocco) o l’aloe vera, per citarne alcuni, sostanze che usiamo quotidianamente senza porci il minimo problema

Il 5G. La nuova connessione wireless ad alta velocità si avvia a diventare il nuovo standard mondiale: si tratta di una novità tecnologia e quindi è lecito porsi dei dubbi sulla sua sicurezza. A oggi non esistono studi biomedici al momento su eventuali rischi, si tratta sempre di microonde a bassa energia, quindi potenzialmente innocue.
A proposito di rischi, invece, il 5g potrebbe portare grossi problemi all’affidabilità delle previsioni meteo. Sì, perché le frequenze a cui viaggia sono molto vicine a quelle utilizzate dai satelliti meteorologici per rilevare il vapore acqueo, le nuvole quindi, e una diffusione intensiva della rete potrebbe diminuire l’accuratezza delle previsioni. Almeno finché non si troverà un modo per aggirare il problema.

Alberto Laratro
Alberto Laratro

Laureato in Scienze della Comunicazione e con un Master in Comunicazione della Scienza preso presso la SISSA di Trieste ha capito che nella sua vita scienza e comunicazione sono due punti fermi.

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