20 minuti dal futuro

Fare impresa in un mondo post-Covid

4 giugno 2020 | Scritto da La redazione

Nuovo appuntamento con 20 minuti dal futuro, questa volta con Davide Sola, professore ordinario dell’ESCP Europe, per parlare di nuovi modelli di business post-Covid.

L’emergenza del nuovo coronavirus è un catalizzatore di innovazione: le imprese per sopravvivere hanno dovuto inventare e sviluppare nuovi modelli di business. Secondo quali logiche e con quali prospettive? Ne abbiamo parlato con Davide Sola, professore ordinario dell’ESCP Europe e presidente di 3H Parteners.

 

Le crisi sono grandi opportunità. A dialogare con Sola nella puntata di 20 minuti da futuro Andrea Dusi ha voluto chiedere in primo luogo di cosa potrebbero aver bisogno le aziende che sono state colpite dalle conseguenze del lockdown per sopravvivere. “Se sono ancora in vita oggi dopo 3 mesi – ha commentato Sola – devono pensare a come svilupparsi, nella nuova normale, perché questo è il grande bias che secondo me molte aziende hanno, quello di vivere nel terrore. Le crisi sono sempre opportunità per grandi innovazione e cambiamenti, quello che dico sempre è se dopo 3 mesi siete ancora lì probabilmente adesso dove pensare a come fare rebound e a essere più resilienti. Una battuta che faccio sempre è ‘don’t wait for the problem, think ahead of the problem’”.

 

Come fare rebound. Rimettersi in piedi, tornando a essere competitivi in un mercato che è cambiato dall’oggi al domani non è cosa facile. “Come in tutti i problemi complessi bisogna definirli prima, secondo me questo ha tre facce – ha spiegato Solar -. La prima faccia riguarda la presenza per l’opportunità di nuovo mercato. Perché il Covid sta creando nuovi mercati, tipo il contactless, prima era un microcosmo, adesso è IL mercato. […] In strategia lo chiamiamo Blue Ocean, un mercato che prima non esisteva. La seconda faccia è come fare scale up di prodotti che esistono e che possono essere attaccati a questa nuova normale. Infine, la terza faccia riguarda l’estrema accelerazione della digital transformation. Processi che prima richiedevano anni ora li abbiamo fatti in 3 mesi. La gente ti dice ‘non si può fare, servono anni di cambiamento culturale’, cos’è successo nelle ultime 12 settimane? Aziende intere si sono riorganizzate per lavorare. Questo avrà ovviamente tante ripercussioni, positive e negative, dove la lungimiranza dei leader è quella di pensare immaginare il futuro che se tu non lo immagini non si avvererà mai”.

 

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