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Meet Impactscool’s Ambassadors: Marco Caspani

10 ottobre 2019 | Scritto da La redazione

Continua il viaggio alla scoperta della community di Impactscool. Il secondo protagonista è Marco Caspani, uno degli Ambassador selezionati negli ultimi mesi

Dopo l’articolo inaugurale con l’intervista a Luca Tiraboschi, uno degli Ambassador “storici” di Impactscool, proseguiamo il racconto della Community e dei suoi protagonisti con l’intervista a Marco Caspani, 19 anni, studente dell’Università di Milano-Bicocca che è entrato a far parte di Impactscool da qualche mese ma ha già dimostrato grande passione e interesse.

 

Cosa significa per te essere un Ambassador di Impactscool?

Quando un mese fa sono stato diventato Ambassador, non vedevo l’ora di iniziare a contribuire alla mission di Impactscool. Questo appellativo racchiude in sé due componenti principali: divertimento e responsabilità. Diventando ambassador quindi si inizia a lavorano per il proprio domani attivamente: una responsabilità che abbiamo facendo divulgazione. Inoltre, partecipare agli eventi significa conoscere altre persone con le tue stesse passioni su argomenti del futuro e tutti insieme dare un contributo al suo sviluppo grazie a dibattiti e organizzando attività differenti. Non c’è nulla di più divertente del vedere un dibattito accendersi su temi importanti che ci riguardano e avere scambio di idee tra di noi.

 

Il futuro in tre parole…

Per me il futuro in tre parole è: automazione, curiosità e comunicazione.
Nel 2050 l’automazione ci accompagnerà da quando ci alziamo la mattina a quando torniamo a letto la sera. Ci saranno codici di algoritmi che verranno eseguiti secondo la nostra routine e saranno il supporto della nostra vita quotidiana. Molte attività come le conosciamo oggi non esisteranno più, per esempio, le faccende domestiche (lavare, stirare, fare la spesa, cucinare…) essendo gestite in automatico ci permetteranno di aumentare la larghezza della nostra vita: avremo molto più tempo libero. Tutto questo suscita grande curiosità di un mondo che sarà profondamente diverso da quello che abbiamo oggi. Che lavoro faremo? Come si svilupperà la nostra routine quotidiana? Proprio per l’avvento di tecnologie esponenziali, tra vent’anni avremo oggetti che oggi non ci immaginiamo neanche. Rivoluzioneranno anche la nostra comunicazione interpersonale. Molti lavori che oggi sono meccanici scompariranno drasticamente, le aziende chiederanno maggiormente soft skill quali teamwork, creatività, leadership. Bisognerà essere bravi a relazionarsi. In un mondo in cui le macchine sostituiscono i lavori monotoni e ripetitivi dovremo mettere in gioco tutta la nostra emotività e adattarci al cambiamento. La conseguenza positiva è che saremo molto più interconnessi.

 

Cosa fai oggi e quale sarà/potrebbe essere il tuo lavoro nel futuro?

Torniamo un attimo nel 2019… oggi sono programmatore software e studio informatica. Tra 30 anni questo lavoro sarà rimpiazzato con intelligenze artificiali create dagli stessi sviluppatori. Questi programmi “intelligenti” saranno già capaci di scrivere codice sorgente per software gestionali, videogiochi e disegnare siti web. Nonostante sia facile pensare il contrario, non sarà un autogol che ci farà perdere la nostra professione, ma piuttosto uno scenario positivo in cui il mio lavoro cambierà, concentrandosi maggiormente sulla ricerca di nuove tecnologie informatiche. Inoltre, visti i problemi etici già sorti, sarà probabilmente obbligatorio essere affiancati da professionisti filosofi che ci daranno linee guida come per la guida autonoma.

 

Quali sono le maggiori opportunità che porterà lo sviluppo tecnologico e quali, invece, i rischi? 

Proprio per quanto detto sopra, penso spesso che uno dei maggiori rischi che porterà lo sviluppo tecnologico sia un futuro con principi etici che non ci piacciono o che addirittura non conosciamo. Semplicemente con dei piccoli sondaggi proposti alle persone che conosco noto un divario d’opinioni tra cosa andrebbe fatto e cosa no. Immaginiamoci allora che la nostra auto personale e autonoma sia programmata per salvare il maggior numero di vite possibili. Avremmo il coraggio di salirci se sapessimo che se sul nostro tragitto ci fosse un gruppo di ragazzini che attraversa col rosso, la nostra auto si schianterebbe per salvare loro? Capiamo quindi che è fondamentale avere un’etica open source, cioè con leggi che non siano nascoste perché decise dalle grandi aziende e creata grazie al contributo di tutti. Invece, il più grande vantaggio dello sviluppo tecnologico sarà la decentralizzazione dei servizi. Molti di questi, oggi, sono prerogative di professioni distinte: i soldi si muovono tra le banche, la garanzia di validità dei contratti viene data dai notai. Queste figure di mezzo saranno rimosse grazie alla blockchain. Questa invenzione permetterà di certificare transazioni monetarie e passaggi di proprietà senza che ci sia un’autorità centrale, oltre ad essere molto più sicura poiché rimuoviamo l’errore umano.

 

Come ti immagini il 2050? 

Quando penso a questo scenario, la mia immagine mentale del 2050 è una parola: comfort. In particolare non dovremo più preoccuparci dei pagamenti. Non vedo l’ora di entrare in un negozio del futuro, essere riconosciuto in automatico e, una volta riempito il carrello, avere i soldi scalati dal proprio conto senza tirare fuori il portafoglio. Oppure, prendere i mezzi pubblici senza biglietto e a fine anno pagare in base al nostro utilizzo perché è stato tracciato automaticamente.

 

Come sarà il tuo hobby nel futuro?

Attualmente, come hobby, passo del tempo a ballare… come sarà il ballo del futuro? Io lo vedo così: il corpo umano verrà perfezionato e potenziato e riuscirà a compiere movimenti più difficili o addirittura ad oggi impossibili. Sarà possibile realizzare coreografie più complicate. Soprattutto saremo aiutati dalla realtà aumentata o da dispositivi fisici ad imparare e ad allenare nuovi movimenti. Insomma, ci sarà da divertirsi.

Con questo piccolo viaggio mentale che abbiamo fatto nel futuro, ci rendiamo conto che i posti da visitare son tanti e il tempo che abbiamo è poco. Dunque è fondamentale aprire il prima possibile il dibattito e metterci in azione per realizzare il futuro dei nostri sogni.

 

La redazione
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