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Notizie dal futuro e dintorni – 22 giugno

22 giugno 2020 | Scritto da La redazione

Notizie dal Mondo

Per risparmiare energia i droni potrebbero prendere l’autobus

In tutto il mondo sono in corso progetti di sperimentazione per la consegna di merci a domicilio tramite droni. Una delle problematiche che più attanaglia questi sistemi è il raggio d’azione limitato. Un buon drone ha un raggio d’azione di circa una ventina di km prima che la sua batteria si scarichi. Una ricerca dell’Università di Stanford ha ipotizzato che una possibile soluzione potrebbe essere il far prendere ai droni i mezzi pubblici. L’idea, a prima vista bizzarra, è in realtà molto sensata, sviluppando un sistema che permetta ai droni di atterrare sui tetti degli autobus e di farsi dare un passaggio gli permetterebbe di ampliare notevolmente il loro raggio d’azione senza modifiche sostanziali al sistema di alimentazione.

 

Ora potete comprare un robot della Boston Dynamics per la vostra azienda

La azienda di robotica che negli ultimi anni ci ha meravigliato con video dimostrativi di robot agilissimi ha ufficialmente aperto le vendite dei suoi robot SpotMini. I piccoli quadrupedi hanno moltissime applicazioni, come mostrato nel video di accompagnamento, e per ora sono disponibili solo ad aziende americane, dall’anno prossimo le vendite si apriranno al mercato internazionale. Il costo, decisamente non accessibile a tutti: 74mila dollari per il modello base, a cui possono essere aggiunti una serie di optional come sistemi di sensori per telerilevamento, unità computazionali extra, fotocamere omnidirezionali e altro.

 

Questa IA genera volti a partire da semplici sketch

Ricercatori dell’Accademia cinese delle scienze e della City University di Hong Kong hanno sviluppato un’intelligenza artificiale capace di generare volti realistici a partire da semplici sketch. DeepFaceDrawing, questo il nome dell’algoritmo di intelligenza artificiale,  consente agli utenti di creare ritratti incredibilmente realistici inserendo semplici schizzi non professionali, disegnati approssimativamente. Il programma si basa sull’apprendimento automatico per riempire gli spazi tra le varie parti di base come occhi, naso e bocca. Un enorme database di caratteristiche facciali fornisce informazioni dettagliate sul riempimento che generano quindi un volto realistico. DeepFaceDrawing ha un grande potenziale per la creazione di ritratti di sospetti ma anche in applicazioni di riconoscimento facciale, procedure mediche e formazione educativa.

 

La prima sinapsi artificiale capace di “imparare”

Una ricerca pubblicata su Nature descrive la prima sinapsi artificiale bioibrida in grado di interfacciarsi con i neuroni in maniera attiva. Il risultato, frutto dello sforzo di ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), dell’Università di Stanford e dell’Università Tecnica di Eindhoven, è un primato eccezionale che apre la strada verso una migliore connessione fra l’uomo e le macchine, nuovi strumenti per curare le malattie degenerative e nuovi sviluppi per le reti neurali. Le sinapsi si occupano di trasportare i segnali elettrochimici fra due neuroni, nella ricerca il il segnale parte da un gruppo di neuroni di topo in grado di trasmettere il  neurotrasmettitore dopamina e arriva a un microchip capace di attivarsi – come un vero neurone – dopo la ricezione di una certa quantità di dopamina, e, sopratutto di tenere conto della dopamina ricevuta.

La strada da percorrere è ancora tanta, le sinapsi artificiali sono ancora troppo grandi per trovare un utilizzo reale, ma la ricerca procede verso la miniaturizzazione e le prospettive sono tantissime.

La redazione
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