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Le notizie della settimana scelte da Impactscool – 27 agosto

27 agosto 2018 | Scritto da La redazione

Retina artificiale realizzata con il grafene, Kalashnikov presenta il suo nuovo robot, prima partita di tennis nello spazio. Le notizie più importanti su tecnologie e futuro, scelte e selezionate dal web per i lettori di Impactscool

Retina artificiale: il grafene può restituire la vista

Il grafene è considerato da molti un “super materiale”: forte, flessibile e leggero, in grado di condurre elettricità e biodegradabile. Da oggi, però, grazie a un team di scienziati, potrà avere un nuovo utilizzo: sarà impiegato per creare retine artificiali. La retina è lo strato di cellule sensibili alla luce che si trova nella parte posteriore dell’occhio ed è responsabile della conversione delle immagini in impulsi, che vengono inviati al cervello per essere interpretati. Senza una retina funzionante, quindi, non possiamo vedere. La nuova retina artificiale, realizzata con questo materiale, supera i limiti degli impianti precedenti, che sono piatti e rigidi e non consentono quindi di creare immagini precise e a fuoco. Utilizzando una combinazione di grafene, disolfuro di molibdeno (un altro materiale 2D), oro, allumina e nitrato di silicio, i ricercatori dell’Università del Texas e della Seoul National University hanno costruito una retina artificiale migliore rispetto ai modelli esistenti, biocompatibile e in grado di imitare le caratteristiche dell’occhio umano. Se i prossimi test andranno come sperato potremo aggiungere un nuovo super potere a questo, altrettanto super, materiale: ridare la vista agli ipovedenti.

 

Kalashnikov investe nella robotica

Non è un robot autonomo, ma letale lo è di sicuro. Il produttore di armi russo Kalashnikov, uno dei più noti a livello mondiale, ha presentato il suo robot da guerra in occasione del forum internazionale Army-2018 di Mosca. Non si sa ancora molto di questo robot che, per il momento, dispone ancora di capacità limitate che saranno migliorate e implementate in vista dell’edizione 2020 del Forum. Alto circa quattro metri, il robot pesa 45 tonnellate e, come detto, non sarà del tutto autonomo: sarà manovrato da operatori, che siederanno in una grossa cabina di comando protetta da vetri oscurati antiproiettile. Da lì saranno in grado di muovere il robot attraverso delle cloche, controllando i suoi artigli, progettati per supportare anche delle armi. Il mondo della robotica, dai ricercatori ai big dei colossi dell’industria tecnologica, si è schierato di recente contro le armi autonome letali. Questi robot di Kalashnikov, per il momento, sono ancora guidati da esseri umani, ma il loro grado di pericolosità e le loro capacità distruttive possono elevare i conflitti a un livello mai raggiunto fino a oggi.

 

Prima partita di tennis nello spazio

US Open, Australian Open, Roland Garros o Wimbledon? Nessuno dei quattro, il tennis del futuro si giocherà nella Stazione spaziale internazionale. Non è ancora riconosciuto come sport olimpico, ma il “tennis nello spazio” ha vissuto la sua prima partita, entrata di diritto nella storia. Mentre sulla Terra stavano per prendere il via gli US Open, uno dei tornei del Grande Slam, Drew Feustel, comandante della 56ma spedizione, e i colleghi Ricky Arnold e Serena Auñón-Chancellor della Nasa e Alexander Gerst dell’Esa, si sono dati battaglia in un insolito doppio, giocato sul “campo centrale” della ISS, sfidando anche la microgravità. È dallo scorso dicembre che la United States Tennis Association stava organizzando la partita, insieme al comandante Feustel, grande appassionato di questo sport, con lo scopo di avvicinare i giovani tennisti all’esplorazione spaziale. Non siamo certo al livello di una partita Federer – Nadal, ma Feustel e colleghi si sono divertiti e hanno attirato l’attenzione del mondo intero, compresa quella di alcuni campioni di tennis che hanno scambiato con gli astronauti qualche simpatico messaggio sui social. Questo è solo l’inizio: che possa essere il preludio a alle Olimpiadi spaziali del 2050?

La redazione
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