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Notizie dal futuro e dintorni – 14 gennaio

14 gennaio 2019 | Scritto da La redazione

Le notizie più importanti su tecnologie e futuro, selezionate dal team di Impactscool

Un’IA riconosce le malattie genetiche dal viso

Negli USA è stata sviluppata un’intelligenza artificiale in grado di riconoscere le malattie genetiche sulla base di alcune caratteristiche del viso. DeepGestalt, questo il nome dell’IA, è stata addestrata per tre anni, elaborando le informazioni di 17.000 immagini di persone colpite da oltre 200 malattie genetiche.
Secondo lo studio, descritto sulla rivista Nature Medicine, in fase di test l’IA è stata in grado di riconoscendo la malattia nel 90% dei casi.
DeepGestalt promette di diventare uno strumento prezioso per ottenere diagnosi precoci e mettere a punto terapie mirate anche se, a oggi, è in grado di identificare un numero ristretto di malattie.

 

Gli occhi degli insetti per robot e auto autonome

Per garantire a robot e macchine a guida autonoma una più ampia visione periferica, i ricercatori stanno sviluppando delle lenti che prendono spunto dagli occhi degli insetti.
Gli occhi composti degli insetti e dei crostacei, infatti, sono formati da migliaia di unità elementari, chiamate ommatidi, che rivelano la luce e la traducono in segnali elettrici che giungono al cervello. Per questo motivo permettono una più ampia visione periferica e rilevano meglio i movimenti.

 

In Giappone un robot che sostituisce i cari defunti

Etsuko Ichihara, dopo la morte della nonna, ha deciso di creare un robot che aiuta a superare il decesso di una persona cara. Si chiama Digital Shaman Project ed è una invenzione che offre un “duplicato” di un parente o di un amico venuto a mancare con cui conversare per alcuni giorni dopo la morte. Il robot, su cui viene sovrapposta una maschera in 3D del volto del defunto, è programmato per restare in vita 49 giorni, riproducendo gesti, voce e tratti distintivi della persona. Chi vuole “continuare a vivere” nel duplicato deve, finché è in vita, collaborare con un tecnico che registra tutte le sue peculiarità all’interno di un software.

 

Un robot subacqueo per salvare la barriera corallina australiana

La barriera corallina australiana è in pericolo? In suo soccorso arriva un robot subacqueo. Creato da alcuni ricercatori, il Larvalbot, questo il nome del dispositivo, è programmato per rilasciare piccole larve vicino al fondale marino, nella speranza che da queste possano nascere nuove specie di coralli. I coralli australiani, come altri nel mondo, sono a rischio a causa dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici.

 

L’empatia verso gli animali è custodita nel DNA

Una ricerca dello University of Edinburgh’s Roslin Institute e dello Scotland’s Rural College, pubblicata sulla rivista Animals, sostiene che la predisposizione a prendersi cura degli animali potrebbe essere “scritta” nel nostro Dna. Secondo lo studio, infatti, coloro che mostrano un alto grado di cura per altre specie condividono una variazione nel gene che produce il neurotrasmettitore ossitocina, noto anche come l’ormone dell’amore. Ovviamente, però, i ricercatori sottolineano come anche fattori sociali ed ambientali possono favorire lo sviluppo di questa caratteristica.

 

A Gatwick e Heathrow per difendersi dagli attacchi dei droni

Secondo la stampa britannica gli aeroporti londinesi di Gatwick e Heathrow stanno investendo milioni di sterline in tecnologia anti-drone di tipo militare. La scelta di questi investimenti è arrivata in seguito ai disordini causati dall’avvistamento di alcuni droni nei pressi di Gatwick tra il 19 e il 21 dicembre scorsi, da cui sono dipesi ritardi e cancellazioni di un migliaio di voli e disagi per circa 140mila passeggeri. Per ora non è stata rivelata la tecnologia anti-drone impiegata, ma secondo indiscrezioni recenti potrebbe essere il sistema Drone Dome, sviluppato in Israele, che consente di bloccare le comunicazioni tra il drone e il suo operatore e ha la capacità di intercettare i velivoli nel raggio di dieci chilometri.
Rappresentanti del governo britannico incontreranno presto i vertici dei principali aeroporti del Paese per discutere degli strumenti di difesa presenti e valutare l’adozione di altri sistemi anche in aeroporti minori.

La redazione
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