Notizie dal mondo

Notizie dal futuro e dintorni – 27 aprile

27 aprile 2020 | Scritto da La redazione

Notizie dal Mondo

Un orto a 6000 km d’altezza

Si chiama GreenCube il micro-orto progettato da un team scientifico tutto italiano che, a bordo di un mini satellite, verrà lanciato in occasione del volo inaugurale del vettore ufficiale VEGA-C dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Un cubo di 30x10x10 cm che vede al suo interno un sistema automatico a ciclo chiuso per la coltivazione idroponica di microverdure selezionate tra quelle più adatte a sopportare le condizioni estreme extraterrestri. Alloggiato in un ambiente pressurizzato, il micro-orto sarà dotato di un sistema di sensori per il monitoraggio e controllo dei parametri ambientali, della crescita e dello stato di salute delle piante progettato per trasmettere a terra tutte le informazioni acquisite, dando così la possibilità ai ricercatori di valutare la risposta delle piante alle condizioni di stress estremo. Il confronto tra i risultati degli esperimenti ottenuti nello spazio e a terra sarà cruciale per valutare la crescita delle micro verdure in orbita e poterle utilizzare come alimento fresco ed altamente nutriente nelle future missioni spaziali di lunga durata.

 

Computer quantistici al caldo

Avete mai visto un computer quantistico? Si tratta di un grande macchinario a forma cilindrica in cui il cuore del computer è solo una minima parte, il resto è tutto sistema di refrigeramento. Sì, perché per far funzionare i Qubits, le unità di calcolo di questi sistemi, questi devono essere tenuti a temperature minime, vicine allo 0 assoluto. Solo in questo modo le interferenze dovute a vibrazioni e fluttuazioni termiche vengono annullate e gli effetti quantistici possono venire sfruttati per compiere calcoli. Un apparato del genere però è incredibilmente costoso e complesso: riuscire a far funzionare un computer quantistico a temperature più elevate renderebbe l’intero sistema più economico, stabile e pratico. Ricercatori dell’University of New South Wales sono riusciti a trovare il modo di far funzionare dei Qubits a 1.5 Kelvin. Una temperatura ancora estremamente bassa ma comunque 15 volte più grande di quella usata normalmente. Un ulteriore passo in avanti verso computer quantistici sempre più performanti ed economici.

 

50° Earth Day

Il 7 dicembre 1972 gli astronauti della missione Apollo 17 si dirigevano verso la Luna quando dagli oblò della navicella videro qualcosa di straordinario. Una biglia azzurra sospesa nel vuoto: la Terra in quell’istante mostrava tutta la sua fragilità e bellezza. La famosa foto scattata quel giorno, nota come Blue Marble, divenne il simbolo del movimento ambientalista che nasceva in quegli anni e venne inserita all’interno della bandiera non ufficiale dell’Earth Day, la celebrazione che proprio oggi compie 50 anni. Il contributo della NASA verso la salvaguardia dell’ambiente non si ferma certo qui, anzi: proprio per l’anniversario l’agenzia spaziale statunitense ha pubblicato un video che racconta le grandi missioni spaziali che hanno permesso di studiare il mondo dall’alto e che oggi sono in prima linea nel fornire dati per comprendere e quindi affrontare tutte le problematiche ambientali e climatiche della Terra.

 

La pelle elettronica alimentata a sudore

La pelle è il nostro contatto con il mondo esterno, l’organo più esteso del nostro corpo, il più sensibile ed elastico. E adesso potrebbe anche diventare una batteria. Ricercatori dell’Andrew and Peggy Cherng department of Medical Engineering del Caltech hanno sviluppato una speciale pelle sintetica che aderisce a quella biologica e che è in grado di generare elettricità tramite il sudore. L’Electronic Skin, questo il suo nome, potrà venire utilizzata come base per diversi dispositivi come monitor di temperatura, di battito cardiaco o livelli di zucchero nel sangue, il tutto senza aver bisogno di una batteria. Le celle energetiche che alimentano il sistema sono costituite da nanotubi di carbonio impregnati con un catalizzatore di platino/cobalto in una fitta e intricata rete che contiene un enzima che rompe le molecole di lattato contenute sudore. Possono generare in questo modo un flusso elettrico continuo e stabile (fino a diversi milliwatt per centimetro quadrato)

 

La redazione
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