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Notizie dal futuro e dintorni – 7 gennaio

7 gennaio 2020 | Scritto da La redazione

Futuro del giornalismo

“I have a dream” in VR

Nella storia ci sono stati dei discorsi che sono entrati nell’immaginario collettivo e che hanno cambiato il corso degli avvenimenti. Il discorso di Martin Luther King durante la marcia su Washington del 1963 è uno di questi. “I have a dream”, diceva MLK alla folla radunata per chiedere maggiori diritti per la comunità afroamericana. Presto sarà possibile rivivere quel momento storico grazie a una simulazione in realtà virtuale sviluppata dal Time Magazine, si chiamerà “the March”, la marcia, e potrebbe essere il primo di una serie di progetti simili in via di sviluppo che permetteranno di affrontare momenti storici importanti in prima persona.

 

Luxturna, la terapia che ha ridato la vista a due bambini

La distrofia retinica ereditaria è un gruppo di malattie genetiche che colpisce gli occhi e che causano, a seconda della gravità, diversi problemi alla vista fin dalla nascita. È il caso, per esempio, di due bambini di otto e nove anni che sono stati curati con una terapia sperimentale chiamata Luxturna, messa a punto grazie alla collaborazione tra la casa farmaceutica Novartis e l’Università degli Studi della Campania ‘Luigi Vanvitelli’. La terapia fornisce una copia funzionante del gene non funzionante ed è in grado, attraverso una singola somministrazione, di migliorare la capacità visiva.

 

La Cina a un passo dalla fusione nucleare

La fusione nucleare è la reazione che alimenta le stelle. Riuscire a replicane i meccanismi potrebbe consentirci di produrre in modo quasi illimitato energia pulita sul nostro pianeta. La Cina potrebbe essere vicina a questo obiettivo: il Tokamak HL-2M, questo il nome dell’apparecchio in cui nascerà il Sole artificiale cinese, secondo uno degli scienziati che lavorano al progetto, dovrebbe essere operativo nel 2020 e potrebbe rappresentare un punto di svolta per la produzione di energia.

 

Nel 2019 metà dell’elettricità della Danimarca è arrivata dall’eolico

L’anno scorso la Danimarca ha prodotto con il vento il 47% della sua energia, un record che mette in ombra gli sforzi verso una maggiore produzione di energia dalle rinnovabili degli altri Paesi. Basti pensare che il secondo in classifica è l’Irlanda che nel 2018 ha raggiunto un picco del 28%. Per raggiungere questo fantastico risultato sono serviti gli investimenti e le sovvenzioni che la Danimarca ha messo in atto a partire dagli anni ‘80, sforzi che il governo danese vuole rafforzare portando il Paese a essere alimentato interamente da rinnovabili entro il 2035.

 

La redazione
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