Scienza e Medicina

Abbiamo una mappa genetica completa del cancro

12 febbraio 2020 | Scritto da La redazione

Completato lo studio per la mappatura dei genomi del cancro, una risorsa inestimabile per la comprensione di diversi tipi di tumori, gettando le basi per lo sviluppo di nuove classificazioni, diagnosi e terapie in ambito oncologico.

Per combattere un avversario è fondamentale conoscerlo. Quando, però, questi sono tantissimi e di diversi tipi, riuscire a conoscerli può diventare uno sforzo non da poco. Per questo sono stati necessari più di 1.300 scienziati e clinici di 37 Paesi per un lavoro durato 10 anni. Tra i protagonisti di questo studio l’università di Verona che dal 2010 rappresenta l’Italia nel Consorzio internazionale genoma del cancro. Il team multidisciplinare è coordinato da Arc-Net, centro di ricerca applicata dell’Ateneo e dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata diretto dall’anatomopatologo Aldo Scarpa.  Il nemico da studiare? Il cancro. Il progetto Genomi Pan-Cancro ha portato all’analisi più dettagliata ad oggi disponibile di 2.600 genomi di 38 diversi tipi di tumore che colpiscono 20 organi diversi.

 

Il passo in avanti. Altri studi, in precedenza, avevano studiato il genoma di alcuni tipi di cancro, concentrandosi però su una piccola parte di esso, quella che esprime le proteine. Una parte che compone appena l’1% del genoma complessivo. Questo nuovo studio ha analizzato il DNA nella sua interezza, comprese le regioni chiave che controllano l’accensione e lo spegnimento dei geni. Per analogia, se il genoma può essere visto come un ricettario per le cellule viventi e il cancro come un processo che deriva da modifiche delle ricette (mutazioni nel genoma), allora gli sforzi precedenti hanno cercato cambiamenti nelle liste degli ingredienti, mentre questo nuovo progetto cerca anche alterazioni delle istruzioni per l’uso di tali ingredienti.

 

Questo lavoro – afferma il professor Aldo Scarpa, direttore del centro di ricerca applicata sul cancro Arc-Net – aiuta a rispondere ad uno dei più importanti (e fino ad oggi irrisolti) quesiti della medicina: perché due pazienti affetti da quello che sembra uno stesso tipo di tumore possono avere esiti molto diversi e rispondere in maniera diversa alla stessa terapia? I risultati del progetto Pcawg mostrano che le ragioni di questi diversi comportamenti sono scritte nel Dna. Il genoma del tumore di ogni paziente è unico, ma esiste una serie finita di schemi ricorrenti. Queste nuove informazioni daranno vita a studi che permetteranno di identificare tutti questi schemi per ottimizzare la diagnosi e il trattamento”

 

Sviluppi futuri. Partendo dalle mappe genomiche tracciate oggi, il Consorzio internazionale genoma del cancro ha lanciato la seconda fase della ricerca che consiste nella realizzazione del progetto denominato Argo, che sta per “Accelerating research in genomic oncology” (Icgc-Argo), ovvero accelerare la ricerca in oncologia genomica.

Il progetto mira ad utilizzare nuovi test molecolari disegnati e messi a punto nell’ambito del consorzio, in modo da offrire ai pazienti un più ampio spettro di possibilità terapeutiche, create su misura. Questa seconda fase del progetto prevede l’organizzazione di sperimentazioni cliniche internazionali utilizzando farmaci di nuova generazione nonché farmaci già in uso sulla base delle indicazioni delle anomalie molecolari presenti nel tumore dei singoli pazienti.

 

La redazione
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