Scienza e Medicina

IA in medicina, il futuro è oggi

6 giugno 2018 | Scritto da La redazione

Alcuni studi hanno dimostrato che potremo riuscire a individuare con maggiore precisione numerose patologie grazie al supporto di sistemi di intelligenza artificiale, in grado di diagnosticare i melanomi e prevedere il rischio di infarto.

 

“Marcus è il nuovo ecografo intelligente che grazie alla sua AI è in grado di effettuare diagnosi accurate in meno di 60 secondi. Durante l’acquisizione delle immagini, Marcus compara il risultato dell’ecografia con tutte le centinaia di migliaia di cartelle cliniche presenti nel suo cloud, controlla lo stato di salute precedente del paziente, la sua anamnesi ed indica la diagnosi e successivamente sceglie la cura”.
Non è l’inizio di un racconto di fantascienza ma uno degli scenari che Impactscool porta nelle scuole e nelle università con l’obiettivo di stimolare il dibattito sugli impatti che le nuove tecnologie avranno sulla nostra società nel prossimo futuro. Un futuro che, secondo uno studio pubblicato su Annals of Oncology, è già oggi. Un team di scienziati tedeschi, francesi e americani ha messo a punto un software, dal funzionamento simile al cervello umano, in grado di identificare i melanomi con un margine di errore minimo, dimostrandosi più preciso di 58 dermatologi provenienti da 17 Paesi. A partire dalle immagini di 100 casi dubbi di tumore della pelle, infatti, il sistema di intelligenza artificiale è stato in grado di individuare il 95% dei melanomi, contro l’86,6% dei medici.

La rete neurale, prima del test, è stata sottoposta a oltre 100.000 immagini di nei e melanomi, insieme alla corretta diagnosi. In questo modo il software ha elaborato le informazioni e ha imparato a distinguere, una foto dopo l’altra, i casi pericolosi da quelli innocui. Le ripercussioni di questa ricerca, per ora dal valore più simbolico che clinico, potrebbero essere molto importanti: secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità, vengono diagnosticati 132.000 nuovi casi di melanoma ogni anno. Individuare il problema troppo tardi, cioè quando l’attività cancerosa è avanzata, può complicare in modo decisivo il processo di cura. Se, a oggi, manca ancora una valida alternativa all’esame clinico, questo studio evidenzia come le tecnologie potrebbero venire presto in soccorso dell’uomo: grazie alla fotografia 2D e 3D del corpo, infatti, è possibile catturare dal 90% al 95% della superficie cutanea e l’evoluzione di queste tecnologie potrebbe portare a una diagnosi “quasi automatica” dei tumori della pelle.

Ma il melanoma non è l’unica patologia che può essere individuata grazie al supporto di un’intelligenza artificiale: anche per l’infarto, per esempio, alcuni studi hanno dimostrato che le macchine potrebbero fornire ai medici un aiuto fondamentale. Per ipotizzare il rischio di patologie cardiovascolari, infatti, molti specialisti si basano su alcune linee guida che prevedono dei fattori di rischio precisi, tra cui l’età, i livelli di colesterolo e di pressione. Analizzando centinaia di migliaia di casi, però, i software di intelligenza artificiale sono in grado di creare un proprio “manuale”, che può tenere in considerazione più fattori e che consetirebbe di individuare un numero maggiore di soggetti a rischio e salvare, quindi, delle vite.
Non siamo poi così distanti, quindi, da quanto descritto in un altro scenario proposto durante i workshop di Impactscool: quello che ha come protagonista HRT, un sistema che permette di avvisare l’utente venti minuti prima che si verifichi un attacco di cuore, allertando in modo automatico anche i famigliari e, nei casi più gravi, il medico più vicino.

La medicina potrebbe dunque vivere presto una rivoluzione, in particolare nel settore della diagnostica. Per una generazione cresciuta nel mito dei protagonisti dei “medical drama” della tv, da Dr. House a Grey’s Anatomy, non sarà facile abituarsi all’idea.

La redazione
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