Cambiamento climatico e ambiente

Cambiamenti climatici: a rischio anche il nostro patrimonio culturale

19 novembre 2019 | Scritto da La redazione

Nel giro di qualche anno Venezia potrebbe non essere l’unica nostra bellezza sommersa dall’acqua

Nel 2019 la Cina ha raggiunto l’Italia nella classifica dei Paesi che possono vantare il maggior numero di siti UNESCO, 55 dei 1.121 totali. Questo primato, ora in co-abitazione, è però a rischio e la causa può essere attribuita ai cambiamenti climatici, che secondo uno studio sono destinati a colpire 13 siti patrimonio dell’Umanità solo nel nostro Paese entro il 2100. Le tristi immagini di Venezia sommersa di questi giorni, quindi, devono essere un monito e un invito a introdurre azioni concrete per invertire la tendenza.

 

La ricerca è stata condotta dall’università di Kiel, in Germania e pubblicata nel 2018 su Nature Communication. Nell’area del Mediterraneo, di cui si è occupata lo studio, l’Italia è il Paese destinata a pagare il prezzo più alto entro il 2100 con ben 13 siti a rischio a causa di alluvioni e dell’erosione. A correre i maggiori pericoli, oltre alla già citata Venezia, sarebbero Ferrara e l’area archeologica di Aquileia. Un’alta concentrazione di siti UNESCO da tenere sotto stretta osservazione, inoltre, si trova in Campania con la Costiera Amalfitana, Pompei e Ercolano, il parco nazionale del Cilento e il Vallo di Diano e il centro storico di Napoli. A rischio, inoltre, le ville palladiane di Vicenza, Siracusa e le città della Val di Noto in Sicilia, il campo dei Miracoli a Pisa, le Cinque Terre e i monumenti di Genova.

 

Acqua alta a Venezia e cambiamenti climatici. In molti, in quest’ultima settimana, si stanno chiedendo se quanto accaduto a Venezia sia da attribuire o no ai cambiamenti climatici. La questione ovviamente è complessa ed è difficile attribuire quanto accaduto a un’unica causa. L’acqua alta a Venezia infatti è causata, principalmente, da due componenti, una legata alle maree e quindi all’attrazione lunare, l’altra più stagionale, legata alle condizioni meteorologiche: quando spira il vento di Scirocco l’acqua viene spinta nella laguna causando il famoso fenomeno che non ha, in sé, legami diretti con i cambiamenti climatici: quello che accomuna i due fenomeni è l’intensità e la frequenza. Con l’aumento di eventi meteorologici estremi dovuti al riscaldamento globale si hanno più spesso perturbazioni eccezionali e quindi acqua alta nel caso di Venezia. A dare il colpo di grazia è stata, infine, la formazione di bassa pressione sopra la città che ha permesso il raggiungimento di un maggior livello di acqua alta.

Con il peggiorare della crisi climatica e con il relativo innalzamento del livello del mare il livello di partenza dell’acqua alta sarà superiore e quindi fenomeni come quello avvenuto gli scorsi giorni saranno più comuni e gravi. Stiamo andando incontro a un periodo in cui eventi che ora consideriamo straordinari potrebbero diventare terribilmente ordinari.

La redazione
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