Cambiamento climatico e ambiente

Crisi climatica: secondo l’ONU entro la fine del secolo 3,2 gradi in più

27 novembre 2019 | Scritto da La redazione

L’impegno dei giovani che partecipano al Friday for the Future è encomiabile, ma potrebbe non essere sufficiente

Il prossimo venerdì, 29 novembre, gli studenti di tutto il mondo si preparano a un nuovo sciopero per il clima. Una giornata di mobilitazione, quella del Friday for the Future, che coinvolge anche gli studenti italiani al grido di cambiare rotta e salvare il pianeta. Ma il loro sforzo potrebbe non essere sufficiente, a ribadirlo un report pubblicato dall’ONU secondo cui la situazione sarebbe più grave del previsto.

 

3,2 gradi in più, questa la terribile stima dell’aumento medio della temperatura sul nostro pianeta entro la fine del secolo fatta dall’UNEP, l’agenzia per l’ambiente dell’ONU. Nonostante gli sforzi politici e sociali verso la questione climatica, le emissioni, afferma il report Emission Gap 2019, sono aumentate del 1,5% ogni anno nell’ultimo decennio. Secondo le stime, però, per poter gestire la crisi climatica sarebbe necessario calare le emissioni del 7,6% ogni anno a partire dal 2020: un trend che appare lontano dal diventare realtà ma non è irrealizzabile: tecnologie e competenze ci sono, serve la volontà e le risorse per mettere in atto questi cambiamenti subito.

Il direttore esecutivo dell’UNEP, Inger Andersen, avverte che il tempo è agli sgoccioli: “Ciascuno deve agire adesso”, dalle singole persone agli Stati, passando per le aziende, è imperativo tagliare le emissioni di gas serra al più presto, altrimenti, ammonisce Andersen, “l’obiettivo dell’1,5 sarà ormai fuori portata prima del 2030”: ogni anno di ritardo oltre il 2020 comporta la necessità di tagli più rapidi, che diventano più costosi, improbabili e poco pratici.

 

Torna Friday for the Future e il 29 novembre moltissimi giovani si apprestano a tornare in piazza. Non solo scioperi ma anche attività ed eventi per sensibilizzare sulla crisi climatica: “Gli studenti e le studentesse si stanno preparando a un’altra giornata – afferma Camilla Guarino, coordinatrice nazionale di Link Coordinamento Universitario – In moltissime università italiane, stiamo organizzando una settimana di dibattiti e assemblee, momenti di socialità e notti bianche, per confrontarci assieme, discutere, incontrarci e diventare sempre di più in una battaglia che riguarda tutte e tutti, in una lotta che non può più aspettare”. Gli sforzi degli studenti sono apprezzabili e condivisibili ma senza una risposta rapida e concreta da parte anche dei governi, delle aziende e del resto della popolazione, la situazione è destinata a diventare sempre più critica.

La redazione
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