Cambiamento climatico e ambiente

Gestire l’energia green

10 luglio 2019 | Scritto da La redazione

Il futuro dell'approvigionamento energetico è green, ma per implementarlo sarà necessario rivedere l'intera infrastruttura di gestione dell'elettricità

Una delle critiche più comuni alle fonti rinnovabili è la loro “instabilità”, dipendendo da fenomeni naturali (vento, portata dei fiumi, quantità di luce solare) la quantità di energia da loro prodotta è sempre una stima. Per una civiltà che basa il suo funzionamento su un approvvigionamento costante di energia elettrica, questa incertezza è un punto debole che va affrontato. Per questo motivo è nato l’innovativo servizio meteo-climatico messo a punto dal progetto europeo “Sub-seasonal to Seasonal Climate Predictions for Energy’” (S2S4E), finanziato dal programma Horizon2020 con quasi 5 milioni di euro e coordinato dal Barcelona Supercomputing Center in collaborazione con 11 partner europei, tra cui ENEA -Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile -, e operatori dell’energia come la francese EDF, Électricité de France.

 

Gestire l’incertezza. “Questo servizio rappresenta, a livello globale – ha chiarito Irene Cionni del laboratorio ENEA di “Modellistica climatica e impatti” – il primo tentativo reale di mettere le attuali conoscenze scientifiche sul clima al servizio del mercato dell’energia, con l’obiettivo di aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili e garantire la sicurezza delle reti elettriche da blackout e intermittenza di approvvigionamento dovuta alla variabilità delle rinnovabili”. Come spiegato da ENEA in una nota stampa, la piattaforma online del progetto è in grado di fornire previsioni meteo-climatiche da una settimana fino a tre mesi, mettendo a disposizione delle società elettriche informazioni sulle precipitazioni, la portata dei fiumi, la velocità del vento, la temperatura e la radiazione solare.


Non solo energia elettrica.
Oltre al settore energico, questo nuovo servizio climatico potrebbe interessare anche le compagnie assicurative e le imprese che si occupano di turismo e di agricoltura. “In generale – ha continuato la ricercatrice – conoscere in anticipo come muterà il tempo in funzione del cambiamento climatico, permetterà di prepararsi meglio all’arrivo di eventi meteo estremi, pianificare gli interventi e gestire le emergenze, preservare infrastrutture essenziali e interi settori produttivi”.

 

Non solo a monte. Una migliore gestione pubblica. La produzione di energia elettrica, a prescindere che sia rinnovabile e meno, beneficerebbe anche di un più oculato consumo a valle, da parte degli utenti, pubblici e privati. Cercare di costruire infrastrutture smart per le nostre città permetterebbe un risparmio fino a 500 milioni di euro. Così nasce la proposta ENEA della piattaforma digitale PELL, scelta da CONSIP per il monitoraggio dei consumi e la quantificazione dei risparmi. Si tratta di una piattaforma digitale per raccolta dati, rilevazioni, diagnostica dei consumi energetici, analisi delle prestazioni degli impianti di pubblica illuminazione e replicabile a tutti i servizi strategici della pubblica amministrazione. L’illuminazione pubblica ogni anno consuma 5,9 TWh con un costo complessivo di quasi un miliardo di euro. L’implementazione di sistemi smart come quello suggerito da ENEA permetterebbe di abbattere di oltre un terzo i consumi di energia, con un risparmio di quasi 500 milioni di euro e producendo 1 milione di tonnellate in meno di CO2.

 

Vale anche per i privati. Dal punto di vista dei privati è invece necessario pensare a un nuovo modello di generazione distribuita, costituito da edifici smart in grado di dialogare fra loro e la fonte energetica per ridurre i consumi e i carichi sulla rete. Il Politecnico di Bari ci sta lavorando con un progetto chiamato MicroGrid: una strategia di controllo della distribuzione energetica, proponendo un metodo che consenta anche la programmazione delle attività elettriche domestiche. Se una possibile soluzione è l’installazione di batterie e accumulatori per mettere da parte l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili per i momenti di necessità maggiore, la soluzione dell’ateneo pugliese si concentra sulle potenzialità delle microgrid: reti che siano in grado di collegare in maniera proattiva le abitazioni dotate di impianti rinnovabili, per poter bilanciare in tempo reale offerta e consumi.

Il futuro dell’energia elettrica richiede un rinnovo non solo delle fonti d’energia ma anche – e soprattutto – una migliore gestione delle infrastrutture per ridurre al minimo gli sprechi e ottimizzare la distribuzione in modo da non doversi affidare totalmente a sistemi di accumulo di elettricità: batterie che richiedono materiali in cui estrazione e smaltimento sono altamente inquinanti.

La redazione
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