Cambiamento climatico e ambiente

L’Italia nuovamente nel gelo dell’Antartide

29 ottobre 2019 | Scritto da La redazione

È partita la scorsa settimana la trentacinquesima spedizione italiana con 250 partecipanti e 45 progetti di ricerca

Il polo Sud è un intero continente che sembra uscito da un altro pianeta. Fra temperature che raggiungono i -80 °C, un’aria incredibilmente secca e l’assoluta mancanza di forme di vita, in alcuni casi di batteri compresi, si tratta davvero di un’ambiente extra-terrestre, distese di neve e ghiaccio sferzate da un vento gelido per chilometri e chilometri. Eppure, in questo mondo, risuona forte il richiamo dell’esplorazione e della ricerca scientifica in ambito climatologico e non solo, un richiamo che parla anche italiano. È iniziata infatti il 23 ottobre la 35esima spedizione antartica italiana a carattere scientifico con l’apertura della stazione italiana “Mario Zucchelli” (MZS) sul promontorio di Baia Terra Nova.

 

La missione. Quasi come una missione spaziale la missione sarà divisa in diverse campagne scientifiche che vedranno avvicendarsi 250 fra scienziati, ricercatori e tecnici, per un totale di 45 progetti di ricerca. La base MZS è stata riaperta da un gruppo di 20 persone guidato da Gianluca Bianchi Fasani e partito da Christchurch (Nuova Zelanda) con un volo diretto alla stazione statunitense di McMurdo e ha raggiunto la stazione italiana a bordo di un altro velivolo più piccolo che ha effettuato due voli atterrando sul ghiaccio di Tethys Bay, accanto a MZS. Oltre a riattivare i servizi dopo la chiusura dello scorso febbraio, questo primo gruppo ha preparato la pista di 3 km sul pack marino, idonea all’atterraggio dei vettori aerei intercontinentali.

 

Nel nulla ghiacciato. L’ 8 novembre verrà avviata anche la campagna estiva a Concordia, che si trova a oltre 3mila metri sul plateau antartico, dove sono previsti osservatori, studi e ricerche nei settori della glaciologia, chimica e fisica dell’atmosfera, astrofisica, astronomia, geofisica e biomedicina. Nell’ambito del nuovo progetto internazionale “Beyond Epica”, inizierà quest’anno a Little Dome C, a 40 chilometri da Concordia, l’allestimento del campo che ospiterà le attività di perforazione del ghiaccio più antico del mondo, con l’obiettivo di ricostruire il clima del pianeta fino a 1,5 milioni di anni fa.

La redazione
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