Cambiamento climatico e ambiente

L’Italia si impegna nel riciclo dei rifiuti elettronici

11 febbraio 2020 | Scritto da La redazione

Il mondo dell’elettronica produce un’enorme quantità di rifiuti contenenti materiali sempre più rari ed essenziali per l’industria elettronica stessa. Il loro riciclo è fondamentale e un nuovo progetto di ENEA potrebbe rendere l’Italia un esempio nel mondo.

Vi avevamo già raccontato di come la tecnologia che usiamo tutti i giorni, dagli smartphone alle batterie necessitano di materiali spesso estratti in maniera poco rispettosa dell’ambiente e della salute umana, e in alcuni casi anche attraverso lo sfruttamento del lavoro minorile. Data l’importanza della questione è un bene sapere che diverse realtà si stanno muovendo per ridurre il consumo di terre rare passando attraverso il riciclo dei componenti elettronici. Un team di ricercatori ENEA ha messo a punto ROMEO, il primo impianto pilota in Italia per il recupero di materiali preziosi da vecchi computer e cellulari attraverso un processo a “temperatura ambiente” e senza pretrattamento delle schede elettroniche.

 

ROMEO, che sta per Recovery Of MEtals by hydrOmetallurgy è in grado di recuperare il 95% di oro, argento, platino, palladio, rame, stagno e piombo da rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Questo primo punto di recupero si trova presso il Centro Ricerche Casaccia, a nord di Roma, e utilizza un processo idrometallurgico brevettato ENEA, che consente una drastica riduzione dei costi energetici rispetto alle tecniche che utilizzano alte temperature per separare i metalli.

 

Un occhio di riguardo per l’ambiente è stato mantenuto anche durante il processo di recupero: le schede elettroniche sono trattate senza essere sottoposte a un processo di triturazione, mentre le emissioni gassose vengono trattate e trasformate in reagenti da impiegare nuovamente nel processo stesso, minimizzando in questo modo impatto ambientale e produzione di scarti. Secondo stime ENEA, dal trattamento di 1 tonnellata di schede elettroniche è possibile ricavare 129 kg di rame, 43 kg di stagno, 15 kg di piombo, 0,35 kg di argento e 0,24 kg di oro, per un valore complessivo di oltre 10 mila euro (al prezzo attuale di mercato).

 

Un tesoro nei rifiuti. Nell’ultimo anno in Italia la raccolta di RAEE ha registrato un incremento del 10% rispetto al 2018, per un totale di oltre 343 mila tonnellate, corrispondenti a circa il 43% dei rifiuti elettronici. Ma questo ha come risvolto della medaglia che circa il 57% dei RAEE viene smaltito ancora con percorsi alternativi (come la discarica o l’esportazione all’estero) che non garantiscono rispetto dell’ambiente né tantomeno un’efficace e strategica gestione delle risorse.

“Con ROMEO – ha spiegato Danilo Fontana, primo ricercatore del Laboratorio Tecnologie per il Riuso, il Riciclo, il Recupero e la valorizzazione di Rifiuti e Materiali di ENEA – vogliamo stimolare la creazione di una filiera nazionale completa per il recupero di metalli preziosi da RAEE. Purtroppo, finora in Italia il settore nazionale del riciclo si ferma al trattamento iniziale – cioè il processo meno remunerativo – lasciando a operatori esteri, in particolare del Nord Europa, il compito di recuperare la parte ‘nobile’ del rifiuto. Ora il nostro obiettivo – ha aggiunto il dottor Fontana – è di trasferire all’industria questa tecnologia affinché, attraverso l’introduzione di processi eco-innovativi, si possa completare la filiera del ciclo di trattamento dei rifiuti per far rimanere sul territorio materie prime strategiche, come oro, terre rare, magnesio e cobalto, con tutti i benefici che ne conseguono in termini occupazionali, economici e sociali”.

La redazione
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