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Meet Impactscool’s Ambassadors, alla scoperta della community

3 ottobre 2019 | Scritto da La redazione

Inauguriamo questo nuovo progetto con l’intervista a Luca Tiraboschi, uno degli Ambassador storici di Impactscool

Impactscool è fatta da tante persone, che con entusiasmo e passione alimentano la discussione e il dibattito sul domani, contribuendo alla costruzione del migliore dei futuri possibili.
La squadra degli Ambassador cresce ogni mese di più: dai membri storici fino agli ultimi arrivati, ogni componente della Community ha una storia di raccontare e qualcosa che lo rende unico.
Per questa ragione la redazione di Impactscool Magazine ha pensato di inaugurare questo nuovo spazio dedicato proprio agli Ambassador, in cui dare loro l’opportunità di raccontare chi sono e qual è la loro visione di futuro.

Abbiamo deciso di inaugurare questa rubrica con Luca Tiraboschi, uno degli Ambassador storici della Community, Future Activist e già Contributor di Impactscool Magazine. Ha lavorato per molti anni in ambito Marketing e Servizi e ora si occupa di progetti omnicanale per un importante retail di consumer electronics. Da sempre appassionato di innovazione, Luca ama scrutare il futuro cercando di far emergere le opportunità e i rischi connessi con le infinite possibilità che la tecnologia mette a nostra disposizione.

Ecco cosa ci ha raccontato.

Cosa significa per te essere un Ambassador di Impactscool?
Essere Ambassador significa dare il proprio contributo per far si che il più grande numero delle persone partecipi alla discussione sul futuro. Il futuro arriva per tutti, per cui tutti devono essere consapevoli dei rischi e delle opportunità che ci attendono.

 

Il futuro in tre parole…
Veloce, rischioso, promettente.
Il futuro è VELOCE perché la digitalizzazione sta cambiando i ritmi e sta accorciano ogni tappa. Probabilmente non siamo ancora preparati a gestire questa velocità, per cui questa incapacità di definire efficacemente delle regole lo rende RICHIOSO.
Al tempo stesso si stanno aprendo infinite opportunità per migliorare la nostra vita (basti pensare agli enormi passi avanti nella genetica, nella biotecnologia), per cui ritengo che abbiamo davanti un futuro estremamente PROMETTENTE.
Non dimentichiamo che l’inclusività dovrà essere il criterio-base per guidare ogni scelta.

 

Cosa fai oggi e quale sarà/potrebbe essere il tuo lavoro nel futuro?
Oggi mi occupo di progetti omnicanale per un importante retailer di elettronica di consumo.
Nel futuro robotica e intelligenza artificiale, presumibilmente, assolveranno alla maggior parte dei lavori quindi io mi impegnerò a coltivare i rapporti umani.

 

Quali sono le maggiori opportunità che porterà lo sviluppo tecnologico e quali, invece, i rischi?
Vi sono tutte le premesse per arrivare ad un futuro caratterizzato dall’abbondanza, ma la velocità con cui stanno arrivando le innovazioni rischiano di non consentirci un’adeguata riflessione etica.
La potenza delle innovazioni è strabiliante ma, ancora una volta, sarà l’uso che decideremo di farne che farà la differenza. Se pensiamo alla robotica notiamo grossi investimenti nelle armi robotiche, ma anche nei robot per l’assistenza alle persone.
Un altro dei rischi più concreti è il divario nell’accesso all’innovazione: se i risultati raggiunti saranno disponibili solo per pochi rischieremo grosse ripercussioni sociali.
Ad esempio dovremo avere molta attenzione ad evitare che venga creata una casta di “inutili”, scaraventati fuori dal mercato del lavoro da automazione e intelligenza artificiale ed incapaci di rientrarci per mancanza di competenze.

 

Come ti immagini il 2050?
Lo immagino come un periodo in cui la medicina abbia sfruttato al massimo le opportunità della tecnologia e che quindi sia in grado di fornire diagnosi estremamente precoci e cure altamente personalizzate.
Se in Italia saremo riusciti a mantenere anche un sistema sanitario che garantisce un accesso alle cure (quasi) gratuito, potremo rappresentare un modello mondiale.

 

Come sarà il tuo hobby nel futuro?

Non ho intenzione di cambiare hobby, mi divertirò a ipotizzare “il futuro del futuro”.

La redazione
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