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Chip organici in orbita

6 maggio 2019 | Scritto da La redazione

Serviranno a capire come curare malattie legate all’età avanzata e ad affrontare meglio la permanenza umana nello spazio

L’11 maggio da Cape Canaveral partirà la missione CRS-17 della SpaceX, si tratta di un lancio di rifornimenti verso la Stazione Spaziale Internazionale. Fra le due tonnellate e mezzo di scorte ci saranno anche quattro piccole lastre di plastica trasparente. Si tratta di chip di tessuti umani minuscoli e complessi modelli 3-D bioingegnerizzati che imitano la struttura e la funzione dei sistemi di organi umani. Reni, ossa e cartilagine, polmone e midollo osseo e barriera emato-encefalica per la precisione.

Questi chip rimarranno vivi sulla ISS per un anno, prima di tornare sulla Terra per essere studiato e verificarne le condizioni. Dopo 18 mesi torneranno in orbita per sperimentare diversi trattamenti. I risultati di questa ricerca potranno contrastare i rischi legati alla permanenza nello spazio, che comporta danni simili a quelli dovuti dalla vecchiaia, dall’osteoporosi a problemi al sistema immunitario.

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La redazione
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