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I castori accelerano la crisi climatica

2 luglio 2020 | Scritto da La redazione

In un ecosistema complesso alcuni elementi sono tanto inaspettati quanto impattanti

Il permafrost in Alaska, così come in Groenlandia e in Siberia, si sta sciogliendo a una velocità preoccupante. Un fenomeno, dovuto al riscaldamento globale causato dall’uomo, che funge da rinforzo positivo: il permafrost racchiude al suo interno moltissimo metano e CO2, scongelandosi questi gas finiscono in atmosfera e accelerano ancor di più il riscaldamento globale. Secondo una ricerca dell’Università dell’Alaska, Fairbanks, un nuovo elemento entra in gioco in questo ciclo vizioso, i castori. 

L’aumento delle temperature ha permesso ai castori che vivono in Alaska di prosperare maggiormente e di diffondersi più a nord. Questi animali, come è noto, costruiscono dighe le quali portano alla creazione di piccoli laghi.

Queste pozze d’acqua col tempo crescono in grandezza e profondità, da un lato erodendo il permafrost che le circonda, dall’altro, trattenendo più calore rispetto al terreno, riscaldando l’intera zona. Il risultato è che sempre più permafrost si scioglie, il che rilascia più gas serra in atmosfera, cosa che contribuisce all’innalzamento delle temperature e quindi si torna all’inizio del ciclo, con habitat sempre più adatti ai castori, altre dighe, nuove pozze d’acqua che si riscaldano, più permafrost sciolto e via discorrendo.

Questi fenomeni, detti di Feedback loop, ovvero che si auto alimentano, sono molto comuni negli ecosistemi e sono uno dei motivi per cui non è banale stimare i danni del riscaldamento globale e per cui anche l’innalzamento di temperatura di pochi gradi potrebbe avere conseguenze devastanti su moltissimi ecosistemi.

 

Fonte.

La redazione
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