Future Society

2050: fra tecnologia e mondo del lavoro, possibili scenari e azioni da intraprendere       

25 settembre 2019 | Scritto da La redazione

Il report “Work/Technology 2050: Scenarios and Actions” del Millennium Project mostra cosa aspettarci nei prossimi 30 anni nel mondo del lavoro e della tecnologia

Il mondo del lavoro sta cambiando, l’affacciarsi di nuove tecnologie dal potere dirompente ha il potenziale di modificare profondamente la nostra società. Sta a noi trovare e intraprendere la direzione del futuro del mondo del lavoro (e non solo) che vogliamo costruire. Quindi, cosa fare? Il team del Millennium Project, un think tank di ricerca globale, non profit e partecipativo che si occupa di futuri, ha provato a trovare delle possibili risposte.

 

Il report. 30 workshop in 29 paesi, 5 indagini internazionali e tre anni di ricerca hanno portato alla redazione del report “Work/Technology 2050: Scenarios and Actions”, un tentativo concreto di immaginare cosa ci aspetta nel mondo del lavoro e della tecnologia del 2050. Approfondendo le questioni trattate, e non risolte, in altri studi sul futuro, il team di ricerca ha individuato tre possibili scenari, che sono diventati la base di discussione dei workshop. I risultati sono stati utilizzati per creare tre bozze dettagliate di scenari al 2050, ognuna revisionata da molte centinaia di futuristi ed esperti di rilievo selezionati dai nodi del Millennium Project nel mondo.

“Lo studio Work/Tech 2050 – ci ha spiegato Mara Di Berardo,  co-chair del nodo italiano del Millennium Project – ha coinvolto centinaia di esperti in tutto il mondo. I 3 scenari globali alternativi al 2050, che distinguono tra intelligenza artificiale debole, forte e super IA e considerano anche gli impatti di un’intera gamma di nuove tecnologie spesso non valutate in altri studi, sono stati costruiti attraverso la partecipazione di oltre 450 futuristi ed esperti internazionali di lavoro e tecnologia da oltre 50 paesi. Sulla base dei 3 scenari, 30 charrette nazionali in circa 20 Paesi hanno definito strategie a lungo termine per indirizzare le questioni emerse. Questi suggerimenti sono stati poi condensati e raggruppati nelle aree Educazione e Apprendimento, Governo e Governance, Affari e Lavoro, Cultura, Arti e Media, Scienza e Tecnologia e valutati in termini di fattibilità ed efficacia. Il report fornisce anche i commenti dei partecipanti alle valutazioni, permettendo notevole approfondimento”.

 

Gli scenari. I tre scenari sono diventati la base di discussione durante i diversi workshop che hanno toccato i temi più diversi: da governo, affari e lavoro, a educazione e apprendimento, arti e cultura, passando ovviamente da scienza e tecnologia.

“Il primo scenario, “Un complesso miscuglio”, – prosegue Di Berardo – mostra una proiezione della gestione di affari e commercio relativi all’accelerazione crescente del cambiamento svolta “as usual”, come al solito, con processi decisionali caratterizzati da una combinazione di intelligenza e stupidità. La tecnologia avanzata è adottata in maniera irregolare, si ha alta inoccupazione dove i governi non hanno definito strategie a lungo termine, e il reddito di base universale è applicato con successo eterogeneo. In questo mondo governo-societario, virtuale-3D e multipolare al 2050, il potere di società gigantesche è spesso cresciuto oltre il controllo governativo”. Ancora più distopico, invece, il secondo scenario, “Disordini politico-economici, angoscia per il futuro”.
“In questo scenario – spiega Di Berardo – i governi non hanno anticipato gli impatti dell’intelligenza artificiale e non hanno messo in pratica nessuna strategia con l’esplosione dell’inoccupazione nel 2030, lasciando il mondo del 2050 nel disordine politico. Polarizzazione sociale e stallo politico sono cresciuti in molte forme. L’ordine globale si è deteriorato in una combinazione di Stati-nazione, mega società, milizie locali, terrorismo e crimine organizzato”.
Positivo, invece, il terzo e ultimo scenario. “In “Se gli uomini fossero liberi: l’economia dell’autorealizzazione” – conclude Di Berardo – i governi hanno anticipato gli impatti dell’intelligenza artificiale, conducendo ricerche estensive su come passare a sistemi di reddito di base universale e hanno promosso l’autoimpiego. Artisti e magnati dei media hanno aiutato a spingere il cambiamento culturale da una cultura dell’impiego a un’economia dell’autorealizzazione.

 

Le azioni. Il frutto di queste discussioni è stato quindi riassunto in 93 azioni e panel di esperti internazionali che hanno valutato le azioni in termini di efficacia e fattibilità. Nel report a ciascuna azione è stata dedicata una pagina, sunto dei giudizi di futuristi ed esperti di riferimento su fattibilità ed impatto di ognuna delle azioni.

“Le azioni – spiega Di Berardo – sono pensate per settori rilevanti: ad esempio, nell’educazione si suggerisce di creare un sistema di apprendimento personalizzato basato sull’indagine per l’autorealizzazione, la creatività, il pensiero critico e le relazioni umane, in parallelo con l’istruzione tecnico-scientifica e impiegando nuovi strumenti di Intelligenza Artificiale. Si suggerisce, inoltre, che il governo, gli affari e le unioni dei lavoratori cooperino per creare modelli di apprendimento permanente con previsioni sui requisiti delle future competenze e dei programmi di formazione. Per Scienza e Tecnologia, altra area di interesse di Impactscool, si suggerisce, ad esempio, di creare standard internazionali per l’Intelligenza Artificiale forte e debole, con un sistema di governance che li faccia rispettare, e di costituire un’Organizzazione Internazionale di S&T come un sistema online di intelligenza collettiva”.

 

Il report non ha l’obiettivo di dare risposte ma di favorire il dibattito su questi temi, come sottolineato in chiusura da Mara Di Berardo: “Non è detto che tutti siano d’accordo ma l’obiettivo principale del report è continuare a stimolare una discussione sistematica, globale e basata sulla ricerca su come effettuare il passaggio verso una nuova economia mondiale, cambiata da tecnologie future prevedibili.

 

Per chi fosse interessato ad approfondire, è possibile acquistare il report completo qui.

 

La redazione
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