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Crisi demografica e tecnologia: il futuro della popolazione mondiale

9 luglio 2019 | Scritto da La redazione

Secondo l’ISTAT le nascite in Italia sono in netto calo. Quali conseguenze e prospettive per il futuro. La tecnologia potrebbe giocare  un ruolo importante in questo scenario, scopriamo perchè

La popolazione italiana, per la prima volta da 90 anni a questa parte, è in calo. Un declino demografico che, nel 2018, ha visto una perdita di oltre 124mila persone rispetto all’anno precedente e che continua dal 2015. Per dare una dimensione a questo fenomeno, basti pensare che è come se perdessimo un’intera città come Palermo ogni anno. Il trend è noto, si fanno sempre meno figli e l’emigrazione, in particolare dei giovani, gioca un ruolo non indifferente. Come cambia la popolazione italiana, quali futuri demografici ci aspettano e che ruolo gioca e giocherà la tecnologia in questo scenario?

 

Le cause. Secondo l’Istat i due maggiori responsabili di questo crollo sono il calo delle nascite e gli espatri, in particolare dei giovani. Due problematiche già note, nel 2018 i bambini iscritti all’anagrafe sono stati poco più di 430mila, 18mila in meno rispetto al 2017: questa diminuzione ha permesso al numero di decessi di superare le nascite, sintomo anche di una popolazione che è destinata a invecchiare. Ad aggravare la situazione anche gli espatri: molti italiani, perlopiù giovani, decidono di emigrare. Secondo l’Istat, nel 2018, 157mila persone hanno lasciato il Bel paese. Ad attutire in parte questa emorragia di persone ci sono i flussi migratori, se non fosse stato per loro, scrive l’Istat, il numero dei cittadini italiani sarebbe diminuito di 1 milione e 300mila unità anziché 677mila.

 

Cosa aspettarci nel futuro. Alcune stime predicono che entro il 2050 la popolazione mondiale dovrebbe arrivare poco al di sotto dei 10 miliardi, la crescita interesserà soprattutto i Paesi con popolazioni già numerose e tassi di natalità elevati, portando a zone con altissime densità abitative: delle vere e proprie megacity, ovvero città con popolazioni superiori ai 10 milioni di abitanti, perlopiù concentrate in Africa, che al momento sta vivendo un periodo di boom demografico, e in Asia.

 

Il ruolo della tecnologia. Nel 1978 nacque Louise Brown, la prima bambina a venire concepita in vitro. Da allora oltre 8 milioni di persone sono nate grazie a questa tecnica che ha dato il via a un diverso modo di vedere non solo la nostra riproduzione, ma anche la nostra sessualità e concetti come famiglia e popolazione. La possibilità di avere un ruolo attivo nella lotteria genetica durante la nascita è una pratica sempre più diffusa attraverso tecniche di screening prenatale e, secondo Henry T. Greely, direttore del centro di legge e bioscienze dell’Università di Stanford, in futuro il sesso avrà sempre più un ruolo ricreativo e sempre meno riproduttivo: la possibilità di concepire bambini sani grazie a test genetici prima che gli embrioni vengano impiantati diventerà, secondo il professore, una scelta comune e diffusa, come già accade, ad esempio, in Islanda dove la quasi totalità delle donne decidono di terminare una gravidanza se il feto non è sano o soffre di particolari sindromi.

La popolazione italiana è in una fase di cambiamento: l’età media sale, migrazioni in entrata e in uscita modificano la composizione degli italiani e le nuove tecnologie, sempre più perfezionate e diffuse, influenzeranno il modo in cui faremo figli.

La redazione
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