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La Cina investe forte sulla blockchain: la strategia del colosso asiatico

12 novembre 2019 | Scritto da La redazione

Criptovaluta e blockchain di Stato: in Cina spesa di oltre 2 miliardi dollari nel 2023

Si chiamerà DCEP, digital currency electronic payment, la criptovaluta annunciata dal governo cinese, frutto di un lavoro di studio e ricerca durato circa 6 anni. Ad annunciarlo è stato Huang Qifan, vicepresidente del China International Economic Exchange Centre. A emettere questa moneta digitale sarà direttamente la People’s Bank of China, la banca centrale del Paese asiatico. La nascita di DCEP si inserisce in una più ampia politica del governo cinese, che punta alla leadership mondiale nel mondo fintech grazie anche a imponenti investimenti sulla tecnologia blockchain.

 

Gli investimenti nella blockchain. Un rapporto della società di market intelligence globale Idc stima che la spesa della Cina per la blockchain vedrà una rapida crescita nei prossimi anni, per raggiungere oltre 2 miliardi di dollari nel 2023. Nel 2019 la maggior parte degli investimenti nel settore è andato al settore bancario e l’annuncio di questa nuova criptovaluta lascia intuire che la strategia sarà confermata nei prossimi anni.
La blockchain può essere considerata come un libro mastro digitale dove vengono iscritte tantissime informazioni (transazioni) di varia natura. Questo registro non si trova fisicamente da nessuna parte ma è condiviso tra tutti gli utenti della rete: per questo motivo viene detto decentralizzato e per lo stesso motivo non può poi essere modificato, consentendo di inviare informazioni digitali validate dagli utenti del sistema e per questo immutabili.

 

La specificità della criptovaluta cinese. Sono oltre 2000 le criptovalute oggi esistenti ed è per questo difficile trovare una definizione univoca. Una differenza importante di DCEP rispetto alle altre monete digitali è il ruolo centrale del governo: la sua emissione, infatti, avverrà sotto la supervisione della Banca centrale cinese che, allo stesso tempo, ha vietato l’utilizzo in Cina delle principali criptovalute tra cui il Bitcoin.
Accanto a investimenti e ricerca, il governo si sta muovendo anche sul piano legislativo: il primo gennaio 2020 entrerà poi in vigore la prima legge sulla crittografia, approvata lo scorso 26 ottobre, in cui si afferma che lo Stato incoraggia e sostiene la ricerca e l’applicazione della scienza e della tecnologia nella crittografia e garantisce la riservatezza.

Il DCEP si prepara dunque a sfidare le principali monete elettroniche, prima fra tutte Libra, e punta a rafforzare ulteriormente la leadership finanziaria cinese rivoluzionando e accentrando su di sé il settore dei pagamenti digitali.

La redazione
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