Giovani e futuro

Authentic Learning: quando la conoscenza entra nella vita reale

27 maggio 2020 | Scritto da La redazione

Che sia digitale o in presenza, la didattica ha il compito di rinnovarsi negli approcci e nelle metodologie, per soddisfare le esigenze di ragazze/i e di un mondo in constante cambiamento

“A cosa mi serve studiare?”. Buona parte dei genitori avrà sentito pronunciare questa frase dai propri figli durante un momento del loro percorso formativo. Sempre più bombardati da input esterni, frutto di un mondo e di una società in costante e rapida trasformazione, i ragazzi e le ragazze necessitano di motivazioni e stimoli che non sempre la didattica tradizione riesce a offrire.
Questo momento così particolare, per la scuola come per tutta la società, può essere l’occasione perfetta per introdurre o accelerare il cambiamento: il mondo dell’istruzione deve essere in grado di rinnovarsi, non tanto negli strumenti quanto più nelle metodologie, affiancando all’insegnamento tradizionale nuovi approcci. Tra questi c’è l’Authentic Learning, apprendimento autentico.

 

Authentic Learning. Gli studenti hanno un maggiore interesse verso concetti e competenze che rispecchino il contesto della vita reale. È questo il concetto da cui parte l’Authentic Learning, che ha l’obiettivo di esplorare, discutere e costruire concetti e relazioni in contesti che coinvolgono problemi e progetti concreti, percepiti da ragazze e ragazzi come utili e reali.
Si tratta di un processo di apprendimento attivo e dinamico: la conoscenza viene costruita attraverso impegno diretto, spirito critico, analisi e risoluzione di problemi. Gli studenti, dunque, non studiano e memorizzano solamente concetti astratti, ma li vedono applicati in situazioni precise, vivendole.
Il tutto con un approccio interdisciplinare, che permetta di analizzare e affrontare la complessità del mondo e della società.

 

Non solo sfide, ma anche riflessione e confronto. L’Authentic Learning, così come il Challenge Based Learning, CBL, si basa sulla pedagogia costruttivista, un approccio in cui l’apprendimento è un processo attivo e creativo. Al contrario del metodo CBL, in cui i ragazzi sono impegnati solamente nell’affrontare e risolvere sfide, l’Authentic Learning offre una prospettiva molto ampia e articolata.
Tra le attività che rientrano in questa metodologia ci sono giochi di ruolo, realizzazione di contenuti mediatici come TG o articoli, confronto e valutazione tra pari, lavorare con dati e realizzare ricerche.

Va in questa direzione, per esempio, il progetto “La bottega della scienza” della Fondazione Bruno Kessler.
“Si tratta di un progetto di ricerca partecipata, – ci ha spiegato Matteo Serra, responsabile scientifico del progetto – in cui studenti delle scuole superiori realizzano ricerche scientifiche basati su proposte avanzate dai cittadini, o da loro stessi. Buona parte di queste proposte nascono da esigenze pratiche, o da curiosità legate al mondo reale. Nella prima edizione, ad esempio, un cittadino ha richiesto di studiare le emissioni di una stampante 3D, in modo da verificarne l’impatto ambientale: i ragazzi hanno così condotto un piccolo esperimento con una stampante, analizzando poi i dati. Nell’edizione di quest’anno, invece, una classe è al lavoro per sviluppare una piattaforma informatica che aiuti a monitorare i fattori che influenzano le variazioni della glicemia, su richiesta di una paziente diabetica”. Ad emergere è, in particolare, la soddisfazione degli studenti: “Abbiamo osservato mediamente – conclude Serra – un ottimo livello di interesse e partecipazione per questi progetti da parte degli studenti, che hanno l’occasione di affrontare un’esperienza didattica diversa, molto legata alla vita reale, e in contatto diretto sia con i cittadini sia con i ricercatori, che supervisionano il lavoro dei ragazzi insieme agli insegnanti.

 

L’approccio giusto per parlare di futuro. Dibattito, confronto, giochi di ruolo, l’utilizzo di contenuti mediatici o racconto di notizie: si tratta di metodi e strumenti che anche Impactscool utilizza per portare l’insegnamento del futuro.
Immaginare i futuri possibili è per definizione un processo attivo, creativo, partecipativo, interdisciplinare e condiviso: un ottimo modo per esplorare il domani, sempre a partire dall’autenticità del presente.

La redazione
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