Giovani e futuro

Quale futuro per i bambini del mondo?

21 febbraio 2020 | Scritto da La redazione

Un rapporto realizzato da Unicef, Organizzazione Mondiale della Sanità e Lancet mette in guardia sulle minacce del domani: tra queste anche cambiamenti climatici e malnutrizione

“Nonostante i notevoli miglioramenti della sopravvivenza, della nutrizione e dell’educazione negli ultimi decenni, i bambini di oggi affrontano un futuro incerto”. Inizia così l’abstract del rapporto “A future for the world’s children?”, realizzato da Unicef, Organizzazione Mondiale della Sanità e Lancet. Il lavoro, condotto da una commissione di esperti, mette bambini e ragazzi tra i 0 e i 18 anni al centro degli sviluppi sostenibili dell’Onu, evidenziando rischi che si troveranno ad affrontare nel loro percorso verso il futuro. Tra le minacce evidenziate dallo studio spiccano cambiamenti climatici, nutrizione scorretta, degrado ecologico, conflitti, disuguaglianze e pratiche commerciali scorrette.

 

La minaccia ambientale incombe sulle nuove generazioni. Secondo lo studio oltre 2 miliardi di persone vivono in Paesi in cui lo sviluppo è ostacolato da disuguaglianze, povertà, conflitti, ma anche inquinamento e conseguenze del cambiamento climatico. Gli autori dello studio sono certi della gravità della situazione ambientale e dei possibili effetti sui più piccoli: “se il riscaldamento globale determinerà un aumento delle temperature di quattro gradi entro il 2100, le conseguenze per i bambini rischiano di essere devastanti”.
Le emissioni di CO2, in particolare, sono una minaccia concreta da cui i più giovani non vengono protetti, soprattutto nei Paesi più ricchi. Ma anche gli effetti a lungo termine di queste emissioni, dall’innalzamento dei livelli degli oceani e inondazioni fino alle ondate di calore e alla diffusione della malnutrizione, potrebbero avere ricadute sullo sviluppo e la crescita dei bambini del mondo, che un domani potrebbero vivere in un pianeta molto meno ospitale.

 

Non solo assenza di cibo: anche la malnutrizione è un problema. Cibo spazzatura, fumo e alcol sono dei fattori di rischio per i giovani, complice anche un marketing spietato ed eticamente discutibile. Il rapporto denuncia una mancanza di regolamentazione nei messaggi pubblicitari, che porta i bambini ad essere spettatori inconsapevoli di oltre trentamila annunci in un anno. A preoccupare gli esperti, anche il ruolo presente e futuro dei social network, in grado di veicolare in modo pervasivo messaggi difficili da monitorare.
Anche questi elementi, sempre secondo il rapporto, hanno contribuito all’aumento dell’obesità infantile, crescita di 11 volte rispetto al 1975 e arrivata ora a colpire 124 milioni di bambini nel mondo.

 

Investire nei giovani è investire sul futuro. Non solo nei Paesi in via di sviluppo, ma anche nei luoghi del mondo dove c’è una maggiore ricchezza, molti bambini hanno fame o vivono in condizioni di assoluta povertà, con effetti anche sul livello di istruzione. Sono necessari investimenti in settori diversi dalla salute e dall’istruzione per affrontare le maggiori minacce alla salute e al benessere dei più piccoli.
Secondo Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, il rapporto “mostra che i decision makers del mondo stanno deludendo, troppo spesso, i bambini e i giovani di oggi: non proteggono la loro salute, i loro diritti, il loro pianeta”.

La redazione
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