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Le notizie della settimana scelte da Impactscool – 26 marzo 2018

26 marzo 2018 | Scritto da La redazione

Le notizie più importanti sulla tecnologia e il futuro, scelte e selezionate dal web per i lettori di Impactscool

 

Mattoncini sostenibili: svolta green per Lego

Lego strizza l’occhio all’ambiente. L’azienda danese, che da oltre 60 anni produce i celebri mattoncini, ha immesso sul mercato dei pezzi realizzati con plastica di origine vegetale. I primi Lego green saranno, non a caso, i componenti botanici come cespugli, alberi e foglie, pari all’1-2% del totale, ma l’obiettivo è quello di estendere la produzione sostenibile a tutti i pezzi entro il 2030.
Questi nuovi mattoncini, realizzati grazie a un processo che utilizza la canna da zucchero, sono a base di polietilene, una plastica morbida, resistente e flessibile che, nonostante l’origine vegetale, non presenta differenze rispetto ai componenti tradizionali come hanno dimostrato i test realizzati dall’azienda. I nuovi pezzi, inoltre, avranno una struttura identica a quelli passati, in modo da poter essere compatibili con i set prodotti per decenni.
Già nel 2012 Lego aveva annunciato di voler trovare materiali più sostenibili per i propri mattoncini di cui, secondo l’azienda, vengono prodotti oltre 60 miliardi di pezzi all’anno. L’iniziativa è stata seguita, nel 2015, dalla fondazione di un centro per i materiali sostenibili e dalla ricerca di personale per il settore “Ricerca e sviluppo”. Oggi Lego ha fatto un nuovo passo importante verso un futuro sostenibile al 100%.

In Svizzera droni utilizzati per il controllo del traffico aereo

Siamo all’alba di una nuova era per il controllo del traffico aereo e a fare da capofila in questa rivoluzione c’è la Svizzera. Il paese elvetico, a partire da giugno, inizierà a fondere i dati e le applicazione dell’attuale operatore di controllo del traffico aereo, Skyguide, con la piattaforma software AirMap. Si tratta di un sistema di mappatura digitale dello spazio aereo che interagisce con i droni attraverso un’interfaccia web, già utilizzata anche da diversi produttori, sia commerciali che militari. Ma come funziona AirMap? La piattaforma avrà due componenti principali. ‎Il primo è un registro digitale dei droni e dei loro operatori, simile al sistema di registrazione degli aeromobili statunitense. Il secondo è un sistema di condivisione dei dati e di comunicazione digitale che permette agli operatori dei piccoli veivoli senza equipaggio di richiedere rapidamente l’autorizzazione a volare in una zona specifica, ricevendo anche la notifica delle zone di spazio aereo che sono interdette al volo per i droni. L’implementazione di AirMap avverrà in quattro step tra il 2018 e il 2021, con livelli di integrazione via via crescenti. La sperimentazione Svizzera si inserisce all’interno di una più grande iniziativa europea, U-Space, che ha l’obiettivo di creare un’infrastruttura digitale per consentire a milioni di droni di operare in piena sicurezza al di là della portata visiva nello spazio aereo approvato. Quello al via a giungo è solo il primo passo verso un sistema completamente integrato, ma come inizio sembra promettente.

Realtà aumentata sonora: la sfida di Bose

La realtà aumentata è solitamente associata alla vista, ma è possibile applicarla anche all’udito? Bose, azienda americana famosa per casse e cuffie di alta qualità, sta lavorando a un paio di occhiali in grado di fornire un’esperienza di realtà aumentata sonora. I Bose Ar, questo il nome del dispositivo, non sono dotati di fotocamera ma, grazie al sistema audio e sensori, sono in grado di immergere il fruitore nel contesto in cui si trova. Utilizzando i dati inviati attraverso Bluetooth dal Gps dello smartphone, inoltre, i Bose Ar sono in grado di recepire tutte le informazioni sulla posizione dell’utente e i suoi movimenti. Attraverso degli altoparlanti posizionati in corrispondenza delle orecchie, semplicemente guardando un palazzo o un ristorante, grazie ai Bose Ar sarà possibile ricevere i pareri, il rating e altre informazioni rilevanti, ma anche ascoltare ad un volume più alto conversazioni che avvengono a qualche metro di distanza. Gli occhiali sono realizzati con stampanti 3D e il loro peso al momento rimane contenuto. Ma riusciranno a sfondare sul mercato? Molto dipenderà da quanto riusciranno ad essere realmente utili e quindi dal lavoro degli sviluppatori e da eventuali accordi con provider di contenuti. Bose ha già creato un fondo di 50 milioni di dollari per lo sviluppo di Bose AR e ha già individuato 11 partner, tra cui Yelp, TripAdvisor e la società di fitness Strava.

La redazione
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