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Notizie dal futuro e dintorni – 23 marzo

23 marzo 2020 | Scritto da La redazione

Un nuovo tipo di sensore dona ai robot il tatto

Con l’aiuto del Machine Learning, i ricercatori dell’ETH hanno sviluppato un nuovo sensore tattile a basso costo in grado di misurare la distribuzione della forza ad alta risoluzione e con grande precisione, consentendo ai bracci robot di afferrare oggetti fragili. Il design estremamente semplice del sensore lo rende economico da produrre, come sottolineano gli ingegneri. Essenzialmente, è costituito da una “pelle” elastica di silicone che ha delle microsfere di plastica colorate e una normale fotocamera fissate sul lato inferiore. Quando il sensore tocca qualcosa la membrana di silicone si deforma, così come la posizione delle microsfere che viene registrata dalla telecamera. A questo punto entra in gioco l’IA che, dal tipo di deformazione delle sfere comprende la posizione e l’intensità del tocco. Il sistema, per imparare a capire a quale pattern corrisponde una determinata forza è stato addestrato con una miriade di diversi “tocchi”.
Rispetto ad altri sensori tattili questo è in grado di gestire il contatto con diversi oggetti e superfici contemporaneamente e con una maggiore precisione.

 

Un mattoncino Lego può resistere un millennio nell’oceano

Gli oceani del mondo sono inondati da milioni di blocchi Lego e questi giocattoli trasformati in sostanze inquinanti sembra non abbiano alcuna intenzione di sparire: una nuova ricerca ha scoperto che i classici mattoncini Lego impiegano dai 100 ai 1.300 anni per disintegrarsi completamente in mare, a seconda delle variazioni nella composizione della plastica e degli agenti atmosferici marini che subisce. Si stima che milioni di blocchi inquinino il mare, nel 1997 un container contenente 5 milioni di Lego cadde fuori bordo da una nave, e ancora oggi vengono ritrovati mattoncini in molte spiaggie. I Lego sono fatti di Acrilonitrile butadiene stirene, o ABS, un materiale resistente che l’azienda danese intende sostituire entro 10 anni con nuovi composti più green. Nel frattempo i mattoncini sommersi continuano a dissolversi molto lentamente, rilasciando microplastiche negli oceani di tutto il mondo.

 

Il CoVID-19 ha ridotto l’inquinamento atmosferico

L’infezione di Coronavirus sta avendo una portata globale, tanto che l’OMS ha dichiarato lo stato di pandemia, portando sempre più Stati a ridurre al minimo il traffico di persone. Oltre, si spera, a ridurre i contagi, questa misura sta avendo anche un impatto secondario non da poco: la riduzione dell’inquinamento atmosferico. Già in Cina era stato notato agli inizi dell’epidemia, e ora il fenomeno ha raggiunto anche il nostro Paese dove dati del satellite dell’ESA Copernicus Sentinel-5P mostrano una netta riduzione del biossido di azoto in tutta la Pianura Padana. C’è da aspettarsi che riduzioni simili avvengano in tutto il mondo, ma bisognerà aspettare analisi più dettagliate per scoprire i veri impatti di questa riduzione.

 

Bill Gates lascia Microsoft

“Microsoft sarà sempre una parte importante della mia vita lavorativa e continuerò a essere impegnato con Satya e la leadership tecnica della società per aiutarla a centrare i suoi obiettivi ambiziosi”. Con queste parole Bill Gates lascia Microsoft per dedicarsi a tempo pieno alla filantropia tramite la Bill and Melinda Gates Foundation che già da 20 anni lavora per migliorare il mondo dal punto di vista della salute, del clima, dell’educazione e dello sviluppo.

 

La redazione
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