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Notizie dal futuro e dintorni – 8 Aprile

8 aprile 2019 | Scritto da La redazione

Le notizie più importanti su tecnologie e futuro, selezionate dal team di Impactscool

Robotica evolutiva: anche i robot diventano genitori

Il nuovo campo della robotica apre a nuove prospettive per l’evoluzione dei robot. In futuro i robot potrebbero progettarsi da soli, combinando i punti di forza del codice di due o più “genitori”. Si chiama robotica evolutiva ed è il campo a cui stanno lavorando ricercatori di tutto il mondo e che potrebbe rappresentare il futuro dell’automazione. Sono già arrivati i primi dati positivi sull’efficacia di questo approccio: i ricercatori della Vrije Universiteit Amsterdam hanno realizzato un sistema semplificato che mostra come i futuri robot potrebbero scambiare e combinare i loro codici, per creare una prole più evoluta e performante.

 

Le auto a guida autonoma potrebbero imparare dal passato

All’Università di Stanford sviluppato un sistema che aiuterebbe la auto autonome a reagire agli imprevisti e a comportarsi come veri piloti. Grazie a un sistema basato sull’intelligenza artificiale, le auto autonome imparano dalle esperienze passate, rendendo più sicura la guida anche in condizioni estreme. Lo indicano i risultati dei alcuni test realizzati dall’Università di Stanford e pubblicati su Science Robotics. I sistemi di guida autonoma sviluppati fino a oggi si basano su valutazioni dell’ambiente circostante fatte al momento. Con questo studio, invece, i ricercatori hanno realizzato una rete neurale artificiale che incorpora i dati di manovre recenti ed esperienze passate per migliorare la capacità delle vetture di affrontare gli imprevisti.

 

Un team della NASA e del MIT ha creato un nuovo tipo di ala

Grazie a questa innovazione le ali potranno cambiare forma in modo autonomo in base alle condizioni del volo. Le ali degli aeroplani potranno cambiare forma in modo autonomo in base alle condizioni del volo grazie a un nuovo materiale, frutto di una ricerca condotta dalla NASA e dal MIT. Il gruppo di scienziati ha testato queste nuove ali, delle stesse dimensioni di quelle applicate agli aerei monoposto. Questo materiale, composto da centinaia di identiche strutture leggere a forma di cubo ricoperte da un sottile materiale polimerico, porta con sé la promessa di diminuzione dei costi, dei tempi di produzione e un aumento delle prestazioni.

 

Cue 3, il robot cestista

Può mettere a segno canestri da tre punti per tutto il giorno. Toyota ha costruito Cue 3, un robot in grado di tirare a canestro con una percentuale maggiore rispetto ai giocatori di NBA. Grazie ai sensori integrati riesce a creare una mappa 3D di ciò che gli sta attorno e calcolare la distanza e l’altezza del tiro da effettuare. Cue 3 non è ancora in grado di correre, saltare e muoversi come un vero giocatore di pallacanestro ma la tenica di tiro è davvero eccellente. In futuro arriveremo a tifare per degli atleti robot?

 

Il pigiama che ci monitora durante il sonno

Grazie a dei sensori, questo pigiama intelligente fornisce dati per permettere agli studiosi di capire come poter migliorare la qualità del sonno. Un pigiama intelligente, in grado di monitorare il respiro, il battito e la postura durante le ore di sonno. È l’innovazione creata da un gruppo di ricercatori dell’Università del Massachusetts, coordinato da Trisha Andrew. Questo nuovo pigiama è dotato di sensori fatti da fili di nylon e argento e ricoperti da cotone. I dati ottenuti vengono inviati tramite bluetooth a un dispositivo di lettura. “Grazie a questi sensori – dice Andrew – raccoglieremo molte informazioni utili a migliorare la qualità del sonno”.

 

Seta di ragno dai batteri

Un nuovo metodo che permette a dei batteri di produrre seta di ragno prospetta nuove applicazioni in campo spaziale. Resistente e forte come l’acciaio ma leggerissima, la seta di ragno è un biomateriale tanto ricercato quanto difficile da produrre in massa. Ma una nuova ricerca, presentata il 2 aprile presso l’American Chemical Society, promette di riuscire a produrne in grandi quantità. Utilizzando batteri geneticamente modificati si è riuscito a sintetizzare oltre 2 grammi di seta per litro di coltura batterica.  Date le sue caratteristiche di leggerezza e resistenza questo materiale potrà essere usato in campo aerospaziale per future missioni. E non solo, usando questa tecnica si potranno produrre altri biomateriali con applicazioni in moltissimi campi.

 

La redazione
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