Pianeta Terra e Spazio

La SpaceX collaborerà con diversi enti scientifici per salvaguardare l’astronomia dai suoi satelliti Starlink

11 giugno 2019 | Scritto da La redazione

La costellazione Starlink che porterà internet su tutta la superficie del pianeta rischia di oscurare il cielo per gli astronomi

Il 23 Maggio la Space X ha messo in orbita, con un unico lancio di un Falcon 9, i primi 60 satelliti della costellazione Starlink che porterà internet a banda larga ovunque nel mondo, un’innovazione utile in particolare per le zone isolate o non servite da fibra ottica, un modo per fornire a tutti l’accesso ad uno strumento, internet appunto, che sta rivoluzionando il modo in cui comunichiamo a ci rapportiamo con il mondo. In totale saranno i satelliti saranno 12.000 separati in tre gruppi disposti su quote diverse; si prevede che il progetto sarà operativo dal 2027, nel frattempo però sono bastati i primi satelliti per sollevare diverse polemiche.

La questione infatti preoccupa gli astronomi di tutto il mondo, che potrebbero vedere le loro osservazioni astronomiche striate dal passaggio di alcuni di questi satelliti. Subito dopo il lancio, infatti, la carovana di satelliti era particolarmente visibile anche ad occhio nudo, come testimoniano diversi video che circolano su internet e alcune foto di astronomi che si sono lamentati con Elon Musk su Twitter.

 

Polemiche ad alta quota. Questa innovazione tecnologica ci costerà la perdita del cielo stellato immacolato? Per noi comuni cittadini abituati ad un cielo con pochissime stelle a causa dell’inquinamento luminoso delle nostre città il problema non si pone. È chi si occupa in maniera professionale o amatoriale di scandagliare l’Universo con i telescopi che è preoccupato dai possibili impatti negativi di questa tecnologia. Secondo il CEO della SpaceX, infatti, i satelliti diventerebbero molto meno visibili una volta raggiunta la loro orbita: subito dopo il lancio la loro quota era inferiore ai 400 km, rendendo i satelliti molto più visibili, inoltre questi, una volta in posizione, orienteranno i loro pannelli solari, altamente riflettenti e responsabili di buona parte dell’inquinamento luminoso spaziale, in modo tale da ridurlo al minimo.

 

Il problema radio. Il vero problema pare riguardare la radioastronomia, quella branca dell’astronomia che sfrutta le onde radio per osservare l’Universo. Molte osservazioni, in particolare di fenomeni altrimenti difficilmente osservabili come stelle poco luminose o nuclei galattici attivi – un esempio su tutti, la recente immagine del buco nero è stata ottenuta grazie ai radiotelescopi – vengono fatte usando alcune delle frequenze usate dai satelliti che quindi sarebbero in grado di “oscurare” il cielo con il loro rumore. Elon Musk si è mostrato molto sensibile al tema e infatti ha avviato una collaborazione con il National Radio Astronomy Observatory, il Green Bank Observatory e la National Science Foundation per trovare le modalità con le quali lavorare insieme per proteggere le attività radioastronomiche.

 

Guarda il video del passaggio dei satelliti Starlink:

La redazione
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