Robotica e AI

Anatra all’arancia… meccanica: quando la robotica entra in cucina

31 maggio 2019 | Scritto da La redazione

Sono sempre più diffusi sistemi di intelligenza artificiale e robotica nei ristoranti, anche in Italia. Quale sarà il loro ruolo?

Cucinare è una delle attività che più caratterizza l’uomo, siamo gli unici esseri viventi a farlo e, secondo alcuni studi, potrebbe addirittura aver contribuito all’evoluzione della nostra specie. Ma a proposito di evoluzione, che ruolo giocano oggi i robot e le intelligenze artificiali in cucina e quali innovazioni porteranno? Il loro destino, sembra, non sarà quello di sostituire l’uomo ma di collaborare con esso, dandogli una mano nei compiti tediosi o ripetitivi, o contribuendo alla realizzazione di un piatto lasciando comunque a noi umani la parte creativa.

Il robot pizzaiolo. Dopo i robot che preparano la pizza arrivano quelli per il controllo qualità: la famosa catena di pizzerie statunitensi “Domino” ha da poco rivelato un sistema che controlla le pizze prima delle consegne. Si chiama Dom Pizza Checker ed è un’intelligenza artificiale guidata da algoritmi di machine learning che viene utilizzata nei locali del fast food per verificare che la pizza sia come richiesta dal cliente. Un vero e proprio controllo qualità, che prima prendeva tempo ai dipendenti e che ora invece viene svolto dalla macchina che, con telecamere e altri sensori controlla dal tipo di condimento e cottura richiesti fino al numero di fette tagliate. Da un lato quindi, meno “pizze sbagliate” per il cliente, dall’altro lavoratori che possono concentrarsi meglio su compiti più complessi, come la preparazione della pizza stessa.

 

Omelette meccanica. È diventato virale di recente un video che mostra un robot capace di fare omelette in un hotel di Singapore. Il cliente seleziona i condimenti e la macchina in due minuti prepara la pietanza. In questo caso si tratta di un semplice algoritmo: basta seguire una serie di istruzioni, senza bisogno di scomodare sistemi di reti neurali e machine learning. Non tanto innovativo, ma sicuramente di grande impatto visivo e capace di liberare i dipendenti dell’hotel dal tedioso compito di preparare la stessa pietanza in sequenza.

 

Camerieri robot cino-italiani. Anche in Italia iniziano a diffondersi sistemi automatizzati nel campo della ristorazione. A Rapallo un ristorante sushi ha “assunto” due camerieri robot chiamati “Xiao Ai” ovvero “piccoli amori”. Sono stati costruiti in Cina e girano per i tavoli prendendo comande e portando i piatti a tavola. Non sono comunque in grado di gestire la sala, compito che ricade nelle mani dei camerieri in carne e ossa che, nonostante l’arrivo dei nuovi colleghi robot, non hanno perso il loro posto di lavoro. Gli Xiao Ai non sono macchine troppo complesse: posseggono sensori che gli permettono di evitare ostacoli (per lo più clienti distratti) e hanno in memoria i diversi percorsi da seguire per arrivare ai tavoli ma le loro capacità si fermano qui. Sarebbe scorretto parlare quindi di innovazione rivoluzionaria: in Cina, dopotutto, camerieri robot sono diffusi da anni; quello che è importante è l’impatto sul pubblico che prende confidenza con la convivenza con le macchine, oltre, chiaramente, all’impatto pubblicitario del locale, tra i primi a poter vantare camerieri robot del nostro Paese.

 

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La redazione
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