Robotica e AI

Intelligenza artificiale: principi, opportunità e rischi

20 novembre 2018 | Scritto da La redazione

All’Università di Padova la lectio magistralis di Luciano Floridi, docente di filosofia e etica dell'informazione all'università di Oxford

“L’intelligenza artificiale ha fatto passi enormi, ma ne ha ancora molti altri da fare. Si tratta di una tecnologia che può aiutarci a risolvere moltissimi problemi, ma spetta a noi decidere dove e come utilizzarla. La speranza è che venga utilizzata per rendere la nostra società migliore e più giusta, che i vantaggi che ne deriveranno vengano distribuiti nel modo corretto e che si evitino i rischi più sciocchi: quello di affidare il controllo delle nostre vite a meccanismi che non sono poi così intelligenti e la delega “incondizionata” e “inconsapevole” delle decisioni”.

Luciano Floridi, docente di filosofia e etica dell’informazione all’università di Oxford e direttore del laboratorio di etica digitale dell’Oxford Internet Institute, è stato ospite all’Università di Padova, dove è stato protagonista della Lectio Magistralis “Intelligenza artificiale socially good: principi, opportunità e rischi”. Durante l’incontro, aperto dai saluti di Fabrizio Dughiero, Prorettore al trasferimento tecnologico dell’ateneo patavino, Floridi si è soffermato sul presente e il futuro dell’intelligenza artificiale, ponendo l’accento anche sulle sfide di natura etica legate allo sviluppo e all’utilizzo di questa tecnologia.

I 5 principi etici. Floridi, che è membro dell’EU’s Ethics Advisory Group on Ethical Dimensions of Data Protection, ha lavorato a un documento in cui sono stati identificati i principi 5 principi etici su cui dovrebbe basarsi la sviluppo e la gestione dell’intelligenza artificiale: beneficence, non-malefiecience, autonomy, justice e explicability. Insieme ai colleghi di AI4People, inoltre, Floridi ha realizzato un documento che contiene alcune raccomandazioni, fondamentali per guidare la classe politica nella governance di questa tecnologia: “Senza una buona politica – ha detto Floridi ai nostri microfoni – l’innovazione digitale resta fine a sé stessa”.

La redazione
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