Robotica e AI

Una confederazione per i laboratori che si occupano di IA

22 febbraio 2019 | Scritto da La redazione

Anche Cristina Pozzi sarà a Roma per il simposio che vuole rafforzare l'eccellenza europea in ricerca e innovazione sull’intelligenza artificiale

Ricercatori ed esperti di Intelligenza artificiale provenienti da tutta Europa si sono dati appuntamento a Roma il 27 febbraio in occasione del simposio di Claire, acronimo di Confederation of laboratories for artificial intelligence. Questa realtà è formata da 247 gruppi di ricerca e istituzioni che condividono un obiettivo: rafforzare l’eccellenza europea nella ricerca e nell’innovazione dell’IA. All’evento del 27 febbraio, in programma nell’Aula Convegni della sede centrale del Consiglio nazionale delle ricerche, Cnr, parteciperà anche Cristina Pozzi, Ceo e Co-founder di Impactscool.

 

Claire, iniziativa della comunità europea di intelligenza artificiale, ha raccolto il supporto di oltre 2700 ricercatori europei, molti dei quali Italiani, che vedono in questa confederazione un’opportunità importante per affrontare le sfide che lo sviluppo tecnologico sta ponendo sia in termini di ricerca che di impatto nella società. L’obiettivo, quindi, è quello di creare una rete europea per governare questo sviluppo e fare in modo che l’Europa mantenga un ruolo di primo piano.

Il simposio, a cui è possibile partecipare solo su invito, vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Holger Hoose della Leiden University, di Lorenzo Fioramonti, vice ministro al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Andrea Cioffi, sottosegretario di Stato al Ministero dello sviluppo economico e Piero Poccianti, presidente della Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale.

Claire e la lettera all’UE. Proprio nell’ultima settimana la confederazione ha inviato una lettera all’Unione europea, firmata da 450 scienziati di 33 nazioni che sollecitano i governi nazionali e le istituzioni europee a cooperare intensamente sull’intelligenza artificiale, coinvolgendo anche i centri di ricerca e gli studiosi del Regno Unito, indipendentemente dalla Brexit. “Crediamo – si legge nel documento – che sia di grande importanza che tutti i Paesi europei, incluso il Regno Unito, collaborano strettamente alla ricerca e all’innovazione nel campo dell’Intelligenza artificiale. L’IA si appresta a portare cambiamenti fondamentali nel modo in cui viviamo e lavoriamo. Inoltre, svolgerà un ruolo importante nelle grandi sfide che affrontiamo come individui e come società. Tuttavia, per realizzare appieno i benefici e gestire responsabilmente i rischi associati all’intelligenza artificiale, la cooperazione in tutta Europa (e oltre) è essenziale”.

La redazione
La redazione

leggi tutto