Scienza e Medicina

IA in medicina: a che punto siamo?

18 gennaio 2019 | Scritto da La redazione

Ne ha parlato Paolo Miccoli, Presidente del Consiglio Direttivo ANVUR, durante un incontro organizzato da FBK

L’Intelligenza artificiale è entrata nelle nostre vite e gli ambiti di applicazione di questa tecnologia sono sempre più numerosi. La medicina sembra essere uno degli ambiti in cui l’IA possa entrare in modo più dirompente, con utilizzi che vanno dalla diagnosi delle patologie fino all’utilizzo di robot autonomi per l’esecuzione di interventi chirurgici di routine, seppur con la supervisione dell’uomo.

Un eccessivo entusiasmo, però, può portare anche a numerosi rischi e pericoli: quando si parla di tecnologie così impattanti, soprattutto in un settore così delicato come quello etico, è fondamentale porsi delle domande e considerare tutti i fattori in gioco, senza sottovalutare i risvolti etici e sociali. Per fare chiarezza sullo stato dell’arte e le prospettive future dell’Intelligenza artificiale associata alla medicina, la Fondazione Bruno Kesler ha organizzato un incontro con Paolo Miccoli, chirurgo e Presidente del Consiglio direttivo ANVUR, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca.

“Il tema dell’Intelligenza artificiale – ha raccontato Miccoli – sta entrando con forza nella produzione scientifica. Oggi l’IA in medicina ha già un grosso impatto: possiamo pensare di avere una diagnostica completamente automatizzata, che consenta di diminuire gli errori in modo drastico, anche nella scelta dei protocolli terapeutici. Qui ci siamo già, perché chiediamo alle macchine di svolgere un compito molto specifico. Su altri aspetti, invece, siamo ancora molto lontani: un intervento chirurgico completamente robotizzato, senza neppure il controllo del medico, necessità di un’intelligenza artificiale “generale”, o addirittura superiore. A questo punto non siamo ancora arrivati e non siamo nemmeno vicini. Un intervento di questo tipo nella loro vita lo vedranno forse più giovani, io non lo vedrò di sicuro.

La redazione
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