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Le previsioni fallite di questa decade

30 dicembre 2019 | Scritto da La redazione

Con il 2019 finisce questo decennio, quali previsioni dal passato non hanno superato la prova della realtà?

Nel 1964 il famoso scrittore Arthur C. Clarke predisse che nel 2014 avremmo vissuto in “un mondo in cui potremo essere in contatto immediato tra noi, ovunque ci troviamo, in cui possiamo contattare i nostri amici in qualsiasi parte della Terra, anche se non conosciamo la loro reale posizione fisica. Sarà possibile – aggiunse Clarke in un discorso pubblico – per chiunque condurre i propri affari da Tahiti o Bali, così come può da Londra”. Lo scrittore stava immaginando internet, una realtà che oggi conosciamo bene e che ha cambiato il nostro modo di vivere.

Come lui, moltissimi altri autori, scrittori, giornalisti e intellettuali hanno fatto previsioni di futuro possibile ma non tutte si sono avverate: sul finire di questo decennio abbiamo scelto alcune delle previsioni del passato che non sono diventate reali per provare a vedere un futuro immaginato nel passato che non è diventato un presente.

 

Una città ovunque. Isaac Asimov, scrittore famoso quanto, se non più, di Clarke, aveva immaginato un mondo, quello del 2014, in cui la popolazione umana sarebbe stata costretta a vivere praticamente in qualsiasi punto del pianeta a causa della sua enorme estensione. Asimov aveva previsto città nei deserti, nelle distese ghiacciate dei poli e addirittura sui fondali marini. Come sappiamo le cose non sono andate così e la popolazione mondiale, seppure in crescita, non ha ancora ricoperto di cemento l’intero pianeta e speriamo non lo faccia mai.

 

Oro svalutato.  Il famoso inventore Thomas Edison oltre a creare decine e decine di dispositivi tecnologici per la sua epoca, aveva creato, nel 1911, una sua visione di futuro in cui l’oro, nel 2011, non avrebbe avuto più alcun valore. Secondo lui sviluppi nel campo della chimica avrebbero permesso la creazione di una pietra filosofale capace di trasmutare il prezioso metallo in semplice acciaio e viceversa, rendendo l’oro un metallo senza valore.

 

Una seduta scomoda. Sempre secondo Edison il 2011 sarebbe stato un anno scomodo: vista la sovrabbondanza di metallo, tutto sarebbe stato di acciaio: dalle culle ai letti, passando per i mobili della casa. Anche se oggi esistono e si vendono mobili di metallo, il loro uso non è così capillare e non ha sostituito totalmente gli altri materiali, rivelando quanto la visione dell’inventore fosse errata.

La redazione
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