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Il carbone ha gli anni contati

9 aprile 2020 | Scritto da La redazione

Un report di Carbon Tracker ha rilevato che entro il 2030 sarà più economico costruire nuove centrali eoliche o solari che continuare a far funzionare le centrali a carbone.

“Come sprecare 500 miliardi di dollari”, questo il nome del report che ha rivelato quanto le fonti d’energia rinnovabile siano sempre più efficienti ed economiche se paragonate alle centrali a carbone. La spinta a trasformare il settore energetico non arriva più solo da questioni ambientali ma anche dal comporto economico: in poche parole, investire nelle rinnovabili conviene.

 

Un mercato in trasformazione. Le differenze fra i mercati dei diversi Paesi sono evidenti ma sono destinate ad appianarsi entro il 2030, anno in cui, secondo il report, ovunque nel mondo sarà più economico costruire nuove centrali eoliche o solari piuttosto che continuare a operare quelle a carbone già esistenti. Banche e grandi imprese finanziare non trovano più interesse nel mettere soldi in progetti di centrali a carbone che rischiano di non ripagare le spese entro la loro vita utile e forse è proprio questa la spinta necessaria per una trasformazione energetica, l’invisibile mano del libero mercato. Ma c’è chi non ha ancora colto appieno la direzione di questo mutamento in atto.

Il ruolo dei governi. La crescita delle fonti rinnovabili è in rapida ascesa, nel 2018 il 26% della produzione globale di energia proviene da rinnovabili, e nel nostro Paese più del 15% della richiesta energetica viene soddisfatta da solare, eolico e idroelettrico. Dati alla mano è quindi sorprendente scoprire che in molti Paesi i governi continuano a incentivare la produzione di energia da impianti a carbone tramite finanziamenti o addirittura aumenti dei costi in bolletta dei consumatori.

Altri invece stanno adottando comportamenti decisamente più virtuosi: in Europa, grazie a incentivi alla produzione energetica green, si è generato un mercato ostile al carbone. Alcuni Paesi, come il Regno Unito, a luglio dell’anno scorso ha visto la maggior parte della sua energia arrivare da impianti fotovoltaici, biogas ed eolici. Il risultato? A marzo le emissioni di CO2 sono arrivate al minimo storico e ora il Paese intende chiudere tutte le centrali a carbone entro i prossimi 12 mesi.

 

La redazione
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