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Nel futuro avrà senso imparare un’altra lingua?

6 febbraio 2020 | Scritto da La redazione

Le tecnologie potrebbero annullare il divario linguistico che separa da sempre l’umanità

Forse vi sarà capitato, magari visitando una località turistica internazionale, che qualcuno vi si avvicini e usi il proprio smartphone come traduttore vocale per avere informazioni. Esistono ormai molte app in grado di farlo, con un certo grado di correttezza, e addirittura esistono dispositivi che svolgono esclusivamente questo compito. Con il perfezionarsi di questa tecnologia e la sua progressiva miniaturizzazione e integrazione in sistemi sempre più legati all’uomo, potremmo essere di fronte alla caduta della torre di Babele?

 

Il pesce di Babele. Nel libro “Guida galattica per autostoppisti” di Douglas Adams esiste un particolare pesce che “si ciba dell’energia delle onde cerebrali, assorbendo frequenze inconsce ed espellendo una matrice di frequenze consce verso i centri cerebrali del linguaggio. La conseguenza pratica è che se ve ne ficcate uno nell’orecchio, comprenderete istantaneamente qualunque cosa, in qualunque lingua”. Nella realtà non esistono pesci con queste capacità ma ci stiamo avvicinando a costruire dispositivi dal funzionamento simile. Si chiama Pilot e sono degli auricolari in grado, tramite un’app, di tradurre in tempo reale qualsiasi linguaggio tramite algoritmo di riconoscimento vocale in grado di comprendere cosa viene detto e di tradurlo in un’altra lingua.

Nel momento in cui questo dispositivo, così come altri in via di sviluppo, verrà perfezionato, sorge spontanea la domanda, avrà senso imparare una nuova lingua?

 

Non ci siamo ancora.  Nonostante gli enormi passi in avanti delle intelligenze artificiali e degli algoritmi che gestiscono le traduzioni, siamo ancora lontani da avere sistemi efficaci al 100%. Secondo alcuni traduttori, infatti, il tradurre una lingua non può essere ridotto, al momento, a un calcolo fatto al computer, in quanto si tratterebbe più di una forma d’arte che di una scienza. Ma d’altronde anni addietro si diceva lo stesso degli scacchi.

 

Non è ancora giunto il momento di mettere da parte i corsi e le app per apprendere una nuova lingua, e forse non lo sarà mai, non perché l’innovazione tecnologica non riuscirà ad affrontare questa sfida, ma perché imparare un’altra lingua è molti altri benefici.

Quali? Scopritelo guardando il video:

La redazione
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