20 minuti dal futuro

Medicina: il futuro è tech

23 settembre 2020 | Scritto da La redazione

Ne abbiamo parlato con Eugenio Santoro, Responsabile del laboratorio di Informatica Medica dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS

Tecnologica e connessa: è così che si presenta la medicina di domani. L’emergenza portata dal nuovo Coronavirus ha favorito una maggiore adozione di strumenti e sistemi che consentono di velocizzare alcuni servizi e sburocratizzare pratiche cliniche e attività. Ma davanti a noi ci sono ancora alcune sfide che è importante affrontare per sfruttare le opportunità offerte dalla tecnologia nel settore salute e, allo stesso tempo, scongiurare i rischi che ne possono derivare.
Ne abbiamo parlato con Eugenio Santoro, Responsabile del laboratorio di Informatica Medica dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, ospite della puntata di 20 minuti dal futuro del 15 settembre.

 

Il connubio informatica-medicina.  “Già negli anni ’70 e ’80 – ci ha detto Santoro – si è capito il potenziale dell’informatica per la digitalizzazione di alcuni servizi o l’archiviazione dei dati sanitari con la creazione delle prime cartelle cliniche elettroniche. Però è stato a partire dalla seconda metà degli anni ’90, con computer più potenti e disponibilità di internet, che le applicazioni hanno iniziato a diventare concrete”.
Il Covid, però, ha accelerato l’adozione di questi sistemi: “I servizi di televisita e telemonitoraggio hanno avuto una scossa importante durante la pandemia. Sono stati introdotti anche nuovi strumenti, come i sistemi di sorveglianza che permettono di fare triage a distanza e quelle che consentono tracciamento”.

 

Parole chiave: affidabilità e sicurezza. “Questi strumenti devono essere pensati come i farmaci, con sperimentazioni cliniche dedicate. Questa metodologia va applicata anche per gli strumenti di sanità digitale. Non bastano strumenti avanzati sul piano tecnologico, dobbiamo dimostrare la loro efficacia e affidabilità nella pratica clinica”.

Guarda l’intervista completa a Eugenio Santoro qui:

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