Città e Trasporti

La mobilità del futuro passa dalla rete 5G

11 ottobre 2018 | Scritto da La redazione

Il progetto “5G-CARMEN”, coordinato dalla Fondazione Bruno Kessler di Trento, testerà la mobilità autonoma e connessa nel corridoio Monaco-Bologna

L’era del 5G è ormai alle porte e la rete di quinta generazione è destinata a rivoluzionare diversi settori. Uno di questi è quello dei trasporti che, complici auto sempre più “intelligenti”, potrebbe beneficiare in modo sensibile di una mobilità connessa e automatizzata. È in questo contesto che si inserisce 5G-CARMEN, progetto coordinato dalla Fondazione Bruno Kessler di Trento, FBK, che ha da poco ottenuto un finanziamento complessivo di 18,5 milioni di euro. Lo studio, che si sviluppa tra Italia, Austria e Germania, toccherà diversi temi chiave per la mobilità di domani, dagli aspetti tecnologici a quelli dalla sicurezza, passando per questioni di natura etica e normativa.

Ne abbiamo parlato con Roberto Riggio, a capo dell’unità Wireless and Networked Systems del centro di ricerca CREATE-NET di FBK, responsabile del progetto 5G-CARMEN.

 

5G-CARMEN vuole trasformare il tratto Monaco-Bologna in un corridoio digitale 5G. Ci spieghi meglio…

5G-CARMEN, progetto coordinato da FBK e finanziato nell’ambito del programma Horizon 2020 dalla Commissione Europea, durerà 3 anni e partirà ufficialmente il primo novembre. Coinvolge diverse realtà industriali e enti di ricerca ed è il primo progetto dedicato al 5G che sarà transnazionale. L’obiettivo è quello di validare le reti cellulari di quinta generazione in un contesto automotive, per realizzare casi d’uso innovativi legati alla mobilità connessa. Il progetto riguarderà sia vetture a guida autonoma, in cui il 5G sarà a supporto della macchina per fornire informazione e migliorarne le prestazioni, sia quelle non autonome, toccando ambiti come la sicurezza e il soccorso stradale.
Inoltre, sono previste delle applicazioni per quello che viene chiamato “Infotainment avanzato”, per fornire cioè all’automobilista e alla sua vettura connessione ad alta banda per poter fruire di servizi multimediali e di realtà aumentata.
L’ultimo settore di cui si occuperà il progetto 5G-CARMEN riguarda il controllo delle emissioni e l’utilizzo del 5G per poter monitorare le macchine connesse, che possono dialogare con la rete e con l’operatore autostradale e fornirgli le informazioni necessarie a mettere in campo politiche più efficaci per il controllo dell’inquinamento.
È un progetto che guarda alla mobilità del futuro, approfondendo il tema della sicurezza ma toccando anche questioni ludiche e commerciali. Puntiamo a creare una piattaforma, un ecosistema che offra opportunità di business per le imprese e il territorio.

 

Perché proprio il tratto Monaco-Bologna?

La Commissione europea da diversi anni ha avviato una serie di attività per rafforzare i cosiddetti corridoi europei, tratti autostradali, ferrovie e vie marittime considerati fondamentali per il trasporto di beni, persone e per la fornitura di servizi all’interno dell’Europa. Tra questi, quello Bologna-Monaco, che attraversa Italia, Austria e Germania, è considerato uno dei corridoi strategici perché collega due tra i più importanti poli del settore automotive del nostro continente.

 

5G-CARMEN avrà una forte applicazione pratica dunque, è corretto?

Assolutamente. Andremo a fare dei test direttamente sull’autostrada, con prototipi di auto autonome e connesse sviluppati dai nostri partner, che saranno studiati nel traffico reale. Non è un progetto semplicemente accademico o da laboratorio ma è già proiettato sull’applicazione concreta, in vista di un utilizzo commerciale di queste soluzioni.

 

Con questo progetto state immaginando e testando la mobilità del futuro. Riuscite a quantificare quanto è vicino questo futuro?

I tempi sono difficili da definire, anche perché non dipendono direttamente da noi o dal progetto. Il 5G sarà diffuso a breve e gli operatori lo renderanno disponibile già a partire dal 2019. La diffusione commerciale sarà collegata principalmente alle tempistiche e ai programmi delle imprese automotive. In ogni caso tra tre anni, al termine del progetto, avremo le idee più chiare.

 

Uno dei punti di forza del progetto è il consorzio internazionale. Chi ne fa parte e che tipo di contributo portano le realtà industriali?

Il consorzio del progetto, coordinato da FBK, comprende 25 partner, appartenenti a diversi settori industriali e divisi in tre cluster, uno per ognuno dei Paesi attraversati dal corridoio Monaco-Bologna. I cluster sono composti da rappresentanti di ciascuno dei settori coinvolti. Per il comparto automotive, per esempio, ci sono il gruppo FCA e BMW, mentre per il settore della telefonia ci sono i principali operatori dei tre Paesi, Telecom Italia, T-Mobile Austria e Deutsch Telecom. Inoltre, un ruolo importante sarà svolto delle realtà che forniscono l’equipaggiamento della rete, Nokia e Qualcomm, e dalle aziende che gestiscono le reti stradali. Infine, il progetto godrà della collaborazione di molti partner accademici internazionali, che ci supporteranno per l’attività di ricerca di base, e di una serie di piccole e medie imprese.

 

5G-CARMEN tocca anche numerosi questioni etiche e sociali. Come pensate di affrontarle?

Il progetto dedica una parta delle risorse proprio ai temi normativi ed etici, questioni rese ancora più complesse dalla dimensione transnazionale di 5G-CARMEN. L’analisi riguarderà sia aspetti legati alla privacy e all’utilizzo dei dati, sia quelli relativi alla mobilità e alle auto a guida autonoma. È importante specificare però che il progetto vedrà coinvolte auto autonome connesse di livello 3 e 4, in cui il conducente umano gioca ancora un ruolo nella guida. Le auto completamente autonome, quelle di livello 5, non sono previste nello studio.

 

Il progetto si inserisce nell’ambito delle attività di un’unità di ricerca di FBK dedicata proprio alle Telecomunicazioni. Di cosa vi occupate?

CREATE-NET è uno dei 6 centri di ricerca di FBK. Ci occupiamo di telecomunicazione, dalle reti ottiche ai sensori, dalle reti cellulari all’IoT. Siamo da tempo attivi sulla tutta la ricerca su 5G attraverso un partenariato pubblico-privato. In questo settore abbiamo seguito già 5 progetti e di uno di questi siamo stati anche coordinatori tecnici.

 

Alla base del progetto 5G-CARMEN, così come di altri progetti che avete seguito con il centro CREATE-NET, c’è, appunto, la rete 5G. Quali saranno le novità che porterà la diffusione di questa rete di quinta generazione?

In generale il 5G non porterà solo a una connessione più veloce ma è un vero e proprio cambio di paradigma, non una semplice evoluzione. Aprirà la strada a servizi che erano prima impensabili. Il parallelo che si può fare è con l’arrivo del 3G, che ha permesso la diffusione degli smartphone e del video streaming. Il 5G, oltre a portare un’evoluzione di questi servizi di base, consentirà la nascita di nuovi servizi avanzati e verticali, specifici ad esempio per l’industria 4.0 o il settore automotive. Oltre alla maggiore capacità della rete, il 5G offre la possibilità di supportare sevizi e applicazioni che vengono chiamati a bassa latenza e alta affidabilità: una rete che può rispondere in pochi millisecondi a diverse esigenze, come quelle che arrivano da auto autonome e intelligenti, che potranno condividere informazioni in tempo reale e creare una visione dettagliata di quello che accade introno a loro.

La redazione
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