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Meet Impactscool’s Ambassadors: Petru Capatina

5 dicembre 2019 | Scritto da La redazione

Continua il viaggio alla scoperta della community di Impactscool. Oggi conosciamo Petru Capatina, Ambassador e Future Activist che segue la nostra realtà dagli esordi.

Nuovo appuntamento con la community di Impactscool in cui andiamo a conoscere i nostri ambassador. Oggi è la volta di Petru Capatina. Petru è CEO e Co-Founder di A.Glads, una startup orientata alla social innovation che si posiziona sul mercato nel segmento di nicchia dei servizi per le persone con disabilità, principalmente quelle motorie. Nel frattempo, sta terminando gli studi in Business Administration and Innovation all’Università di Torino. Appassionato di finanza e tecnologie esponenziali, crede che la nozione e la percezione di “futuro” stiano mutando ogni giorno creando numerosi possibili futuri; di conseguenza è molto impegnato a sensibilizzare le nuove generazioni che sono la chiave per la stabilità del futuro e la creazione del valore a lungo termine.

 

Cosa significa per te essere un Ambassador di Impactscool?
Per me essere Ambassador significa essere parte attiva di una sana divulgazione scientifica ed etica, di conoscenze e strumenti fondamentali per la contemplazione di un futuro la cui prosperità possa abbracciare tutti. In parallelo, è anche un’ottima opportunità per manifestare la mia filantropia e il mio interesse nello stare a contatto con le persone, parlare di futuro, valori e scelte, ma anche ascoltare storie nuove, opinioni diverse.
“Corvus oculum corvi non eruit” – un corvo non andrà mai a picchiettare col becco nell’occhio di un altro corvo, questa è una logica abbastanza base tra gli animali della stessa specie, spesso non è stata cosi scontata per gli umani, ecco, al di la dei contenuti, credo che tra gli ambassador di Impactscool, scorra tra le vene anche una voglia di condividere umanesimo, pensiero costruttivo e pace.

 

Il futuro in tre parole… 
Automatizzato: credo che tutto ciò che è, anche solo in parte, ciclico o ripetibile, seppur con alternanze varie, sarà automatizzato, dalle piccole, facili e scontate cose, alle più elaborate, articolate e complesse.  Al uomo rimarrà la “non-routine”,  quello che sarà sempre diverso, creativo, nuovo. Mi immagino un uomo più elevato, sempre fuori comfort zone, con nuove abilità da sviluppare in continuo, con la capacità di adattamento sempre sotto stress.

Geotecnologico: vedo nel futuro dei concetti nuovi di Smart City, come delle unità perfettamente coordinate, con altissima autonomia che strategicamente fanno accordi e partnership con altre città, generando sinergie, economie di scala e progetti condivisi, molte città con competenze verticali specifiche proprie, che scambiano e condividono know how e risorse con altre, il tutto in armonia e precisione, come alveari organizzati, funzionanti.

Selettivo: sono convinto che il futuro sia molto selettivo, il quoziente tecnologico, inteso come abilità di comprendere la tecnologia, usarla e valutarla, assieme ad uno stress produttivo della propria capacità creativa saranno i binari principali per stare al passo col tutto, un tutto in perpetuo movimento, con una velocità tremenda, dove chi rallenta, perde, il cosa non lo so, spero non tutto. Mi ricorda tanto Pirandello che descriveva la vita come un magma in continuo movimento, che se rallenta, inizia a pietrificarsi, si ferma, muore. Purtroppo la velocità nello stare al passo con le cose, sarà cruciale, proprio per questo attività di “raising awareness” sono molto importanti oggi.

 

Cosa fai oggi e quale sarà/potrebbe essere il tuo lavoro nel futuro?
Oggi mi occupo di imprenditoria sociale, lavoro sulla creazione di nuovi servizi di mobilità intelligente partendo dalle problematiche quotidiane delle persone con difficoltà e disabilità, per creare qualcosa di utile e accessibile a tutti. Nel futuro vorrei usare le stesse logiche e fare dei progetti di mobilità legati allo spazio, partendo dallo studio delle difficoltà per arrivare a soluzioni inclusive. Non mi spiace contemplare di essere il primo a creare un progetto atto a portare la prima persona disabile sulla Luna, e poi Marte…  Si parla ancora tanto di innovazione ma meno di inclusione e accessibilità in tutte le sue sfumature, vorrei un futuro diverso.

 

Quali sono le maggiori opportunità che porterà lo sviluppo tecnologico e quali, invece, i rischi? 
Penso che ci saranno grosse innovazioni che stravolgeranno la routine per come la intendiamo noi. In primis più immediatezza nei servizi e nelle interazioni, che potrebbe voler dire ridottissima necessità di muoversi fisicamente, con eventuali pericoli per la salute. Credo che gran parte dei lavori saranno basati sulla creatività continua, vedendo le inclinazioni attuali, ho solo paura che diventi una mania del nuovo, spronare al massimo le persone a sfornare cose nuove, servizi e prodotti, che probabilmente staranno sul mercato qualche mese al massimo, se non settimane, giorni. La novità nelle delivery potrebbe essere il nuovo modo per valutare il lavoro, magari senza più ore fisse, ma con dei requisiti mensili fissi di novità da generare, se non hai più idee, sei “spremuto”, come un’arancia, non servi più, avanti il prossimo. D’altra parte corsi intensivi e strumenti nuovi per stimolare l’adattamento, l’apprendimento veloce e gonfiare la fantasia per delle idee più immediate e continue. Questo è un rischio. Anche se io opto più su uno scenario che valorizzi l’attività creativa e filantropica in modo più qualitativo, molto umanocentrico , con nuove possibilità di collaborazione e condivisione di idee. La storia umana insegna che a certi bisogni abbiamo risposto con sovracompensazioni, la mia preoccupazione sta solo nel rischio che in un momento in cui possiamo avere grosse capacità di intervento e di esecuzione, una sovracompensazione di qualcosa possa essere fatale. Sono comunque sicuro che le innovazioni in campo sanitario, alimentare e di trasporto saranno magnifiche.
L’accesso alle innovazioni, rimane uno dei rischi più divisori e dannosi.

 

Come ti immagini il 2050? 
Lo immagino come un’era di grande trasformazione, credo gia dal 40 in poi, ma nel 2050 potrei fare fatica a riconoscere cosa è ancora rimasto del vecchio mondo. Nulla sarà più uguale, saremo sempre di più, farà più caldo, la tecnologia accompagnerà ogni istanza della nostra vita, saremo facilmente interconnessi, la moda vintage ritornerà più forte di prima, ci saranno delle opportunità lavorative talmente strane che non riuscirei a immaginarmele ora. So che nonostante i rischi, mi piacerà, questo un feeling mio.
Mi incuriosisce il tema della popolazione, mi immagino che a causa della continua sovrappopolazione in futuro, avere un figlio/a potrebbe essere un’opportunità “premium” a cui pochi, solo con certe risorse, requisiti e parametri potranno avere accesso.

 

Come sarà il tuo hobby nel futuro?
Penso che nei weekend mi dedicherò a scrivere i peggio racconti, con carta tradizionale (che metterò da parte anni prima) che non credo ci sarà più a causa dello spreco d’acqua, e una penna che sembra scrivere ma in verità stamperà inchiostro/particelle strane ovunque l’appoggi con la punta. Dove? A qualche chilometro da terra su un qualcosa di volante, con un bellissimo panorama, e un po’ di Led Zeppelin in background. Oh si.

La redazione
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