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The first artificial synapse capable of “learning”

16 June 2020 | Written by La redazione

It is the result of a research that also sees Italy among the protagonists

Only in italian.

“Questo secondo meccanismo è simile all’apprendimento, perché fa in modo che ai neuroni che comunicano maggiormente tra loro, magari perché sono due concetti che abbiamo associato nella nostra memoria – ha spiegato Francesca Santoro, ricercatrice all’IIT, diventi più facile comunicare ancora di più, rinsaldando la connessione”. Esistono già dei chip utilizzati per impianti cerebrali, ad esempio quelli  usati nella deep brain stimulation, una tecnica utilizzata per curare i sintomi di alcune malattie come il Parkinson. “Ma quelli sono chip che, per quanto utili, sono “stupidi” – ha continuato la ricercatrice – ovvero non possono interagire davvero con i neuroni, reagendo agli stimoli che i neuroni emettono. Questa sinapsi bioibrida, invece, permetterà a un circuito – in plastica e non in silicio, e quindi più flessibile e biocompatibile – di rimpiazzare dei neuroni danneggiati”. 

La strada da percorrere è ancora tanta, le sinapsi artificiali sono ancora troppo grandi per trovare un utilizzo reale, ma la ricerca procede verso la miniaturizzazione e le prospettive sono tantissime.

 

Fonte.

La redazione
La redazione

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