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Notizie dal futuro e dintorni – 16 settembre

16 settembre 2019 | Scritto da La redazione

Il dispositivo che trasforma la CO2 in carburante

Negli ultimi anni la ricerca di modi di sfruttare la CO2 ha subito un’impennata, sia per la necessità di trovare nuove fonti di energia, sia a causa dell’abbondanza di questo gas nell’atmosfera in tempi recenti. Degli ingegneri della Rice University di Houston, in Texas, hanno messo a punto un dispositivo in grado di assorbire il gas serra e di trasformarlo in un carburante liquido capace di immagazzinare energia. Tecniche per trasformare il gas in acido formico, il carburante in questione, sono note da tempo, ma le quantità ottenute dai processi non erano adeguate alla creazione di sistemi utilizzabili commercialmente. La nuova tecnica, che utilizza una matrice solida e il bismuto come catalizzatore, è in grado di generare velocemente diversi kg di materiale in grado di immagazzinare energia elettrica per esempio proveniente da pannelli fotovoltaici o da pale eoliche.

 

Videogiochi: i nostri avatar creati grazie all’intelligenza artificiale

Chiunque abbia mai giocato a certi videogames sa quanto possa essere impegnativa la creazione di un personaggio, non importa quanto si smanetti con le varie opzioni, raramente riusciremo a creare il volto che avevamo in mente. Dalla Cina potrebbe arrivare la soluzione: un algoritmo che sfrutta l’intelligenza artificiale per creare un avatar basandosi sulle nostre caratteristiche. Sistemi che sfruttano l’immagine dell’utente per creare avatar tridimensionali fotorealistici esistono da tempo e riescono nel loro intento semplicemente appiccicando la foto su un modello 3D, il nuovo sistema invece è in grado di modellare le caratteristiche fisiche dell’avatar basandosi sulla struttura ossea, una ricostruzione molto più realistica che potrebbe cambiare il mondo del gaming online.

 

Stoccare l’acqua radioattiva di Fukushima: serve una soluzione

Fra tre anni, nel 2022, non ci sarà più spazio a Fukushima per stoccare l’acqua radioattiva utilizzata per raffreddare i reattori danneggiati dal terremoto e lo tsunami dell’11 marzo 2011. È necessario, dunque, trovare una soluzione per far fronte al problema. Quella trovata Yoshiaki Harada, ministro giapponese dell’Ambiente, non sembra molto convincente: ha dichiarato che, a suo parere, l’unica opzione disponibile per smaltire l’acqua sarebbe quella di rilasciarla nell’Oceano Pacifico.Una soluzione che non convince gli esperti e che sta scatenando numerose reazioni. Il governo giapponese fa sapere che la decisione non è ancora stata presa e che ” vorrebbero prendere una decisione dopo aver fatto una discussione approfondita”.

 

Quando la stampa 3D mette paura

Un report del Middlebury Institute of International Studies ha evidenziato come la diffusione di stampa 3D di materiali anche non plastici possa permettere una produzione più rapida di armi di distruzione di massa, che siano nucleari, chimiche o batteriologiche. Inoltre, sempre secondo il report, la facilità di utilizzo di queste tecnologie, legata anche all’intelligenza artificiale, potrebbe permettere a cellule terroristiche di sviluppare armi con maggiore facilità.

La redazione
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