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Sviluppare un’intelligenza artificiale con una morale

25 novembre 2019 | Scritto da La redazione

Un algoritmo è in grado di fornire alle IA un modo per imparare a essere corrette verso le persone

Le famose tre leggi della robotica di Asimov garantivano la sicurezza della convivenza fra umani e macchine, per quanto oggi le intelligenze artificiali siano ancora lontane dall’essere senzienti come nei romanzi dello scrittore americano, in alcuni casi si è assistito ad alcuni comportamenti scorretti da parte delle IA. Questi non sono legati tanto a una presunta “cattiveria” delle macchine quanto al modo in cui vengono addestrate e alle banche dati a cui fanno riferimento. Per evitare che questi comportamenti, che spesso colpiscono minoranze etniche o le donne, possano diventare un serio problema, il mondo dei ricercatori sta correndo ai ripari e per farlo nuovamente tocca i mondi di Asimov. È stato infatti sviluppato un algoritmo, chiamato Seldoniano, in onore del personaggio Hari Seldon dai romanzi del ciclo della Fondazione. Questo algoritmo fornisce alle IA un sistema di riferimento entro cui un comportamento viene definito desiderabile o meno. Questo approccio potrà essere usato non solo per questioni di natura etica e morale ma anche per qualsiasi altro tipo di comportamento. 

 

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La redazione
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