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Le tecnologie al servizio delle forze dell’ordine

7 novembre 2019 | Scritto da La redazione

Dall’intelligenza artificiale alla stampa 3D, passando per robotica e realtà virtuale: le applicazioni della tecnologia per la pubblica sicurezza

La polizia di Hallandale Beach, negli Stati Uniti, ha richiesto al giudice di ordinare ad Amazon di fornirle le registrazioni di due Amazon Echo presenti in casa di una donna, vittima di omicidio. L’assistente virtuale, infatti, potrebbe aver ascoltato e registrato gli ultimi istanti di vita della giovane e la lite avvenuta col marito, che resta il principale indiziato. Il caso è controverso, soprattutto in tema di privacy, ma è un esempio concreto di come la tecnologia possa avere un ruolo da protagonista nella gestione della pubblica sicurezza. Dall’intelligenza artificiale alla stampa 3D, passando per robotica e realtà virtuale, sono tante le tecnologie che potrebbero “entrare in servizio” per supportare gli agenti nella loro attività quotidiana.

 

Intelligenza artificiale: riconoscimento facciale ma non solo. La capacità degli assistenti virtuali di ascoltare e immagazzinare informazioni potrebbe rivelarsi utile nel già citato caso di Hallandale Beach. Ma non è l’unico esempio di come le diverse applicazioni dell’intelligenza artificiale possano supportare l’attività degli agenti. A New Orleans le auto degli agenti sono state già equipaggiate di un sistema a controllo vocale che consentirà alle forze dell’ordine di individuare le targhe delle automobili, informazioni sulla patente e i riferimenti per risalire a ogni veicolo. Per il futuro l’intento è agevolare l’assistenza e tradurre all’istante le principali lingue straniere. Un’altra applicazione dell’IA, che sta facendo molto discutere, è il riconoscimento facciale e alcuni dei suoi utilizzi riguardano proprio il settore della sicurezza: se in molti aeroporti il sistema è in uso e accettato, diversa è la situazione per quanto riguarda il suo impiego in contesti urbani. Alcune città americane, da San Francisco a Oakland, ne hanno già vietato l’utilizzo: la tecnologia, infatti, viene ritenuta ancora troppo acerba e con un tasso di errore troppo elevato.

 

Stampa 3D per le indagini forensi. Anche in Italia la tecnologia sta entrando sempre di più nelle indagini della polizia ed è da poco stata annunciata una collaborazione che ha permesso la nascita di un vero e proprio hub di innovazione tecnologica. Il Servizio Polizia Scientifica, infatti, grazie al contributo di RS Components, ha realizzato un laboratorio per la stampa 3D con l’obiettivo di offrire un supporto tecnico alle indagini della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato. La fornitura delle stampanti è stata affidata a WASP, azienda italiana specializzata nel settore della stampa 3D che abbiamo intervistato qualche mese fa.

 

Robot poliziotto e droni. A Bordeaux, in Aquitania, la polizia francese sta utilizzando dei droni per rintracciare gli utenti della strada che infrangono la legge. Il processo è iniziato in estate e da allora i suoi droni hanno portato alla distribuzione di centinaia di multe per violazione del codice della strada. Sempre i droni, così come altri robot, possono inoltre essere impiegati per la ricognizione in zone pericolose o per la sorveglianza in alcuni luoghi delle città grazie a telecamere e sensori.
Siamo ancora distanti da vedere Robocop vagare per le strade delle nostre città, ma alcuni dispositivi sono già particolarmente utili ai poliziotti: in Cina sono in servizio alcuni robot in grado di dirigere il traffico mentre in India “l’agente metallico” KP-Bot presta il suo onorevole servizio alla reception. Una domanda, però, sorge spontanea: se uno di questi robot fosse aggredito si tratterebbe di resistenza a pubblico ufficiale?

 

La realtà virtuale per l’addestramento. Scuola di polizia? Sì, ma con la realtà virtuale. Axon ha sviluppato un programma di formazione rivolto proprio agli agenti, che non tiene in considerazione solo gli aspetti più pericolosi della professione, ma anche quelli di empatia utili per disinnescare le situazioni che coinvolgono persone affette da problemi di salute mentale, di crisi o di episodi psicotici, e offre strumenti su come prendere decisioni strategiche sul campo. L’iconica saga cinematografica degli anni ’80 “Scuola di Polizia”, forse, oggi avrebbe un’ambientazione diversa: un gruppo di poliziotti chiusi in una stanza con addosso i visori di VR.

La redazione
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