Future Society

Levi’s Commuter Trucker Jacket: la giacca si fa smart

4 settembre 2017 | Scritto da Cristina Pozzi

Da oggi si può acquistare Levi’s Commuter Trucker jacket, la giacca che nasce dalla collaborazione tra Levi’s e Google Jacquard. Questo ed altri prodotti innovativi rendono e renderanno i nostri vestiti sempre più smart!

Provate a immaginare un tessuto che può interagire con il mondo esterno e che integra tecnologie touch proprio come quelle del vostro cellulare. Immaginate che questo tipo di potenzialità sia applicabile a qualunque capo di abbigliamento e a qualunque superficie, anche quelle dei vostri mobili ad esempio. Ora, immaginate anche che i tessuti e le superfici non perdano nulla in termini di comodità, design e praticità.

E poi sognate: tutto questo potete farlo a costi abbordabili e con i telai industriali standard che già utilizziamo oggi per la realizzazione di qualunque capo di abbigliamento. Niente di più facile, se usate speciali filati che incorporano la capacità di fare da conduttore mischiandosi a normalissimi materiali come il cotone, la seta o il poliestere. I filati restano resistenti e possono essere tessuti come qualunque altro materiale dai normali macchinari industriali. Il tutto viene collegato a microscopici sensori e circuiti non più grandi di un bottone che permettono di effettuare il collegamento a APP sul proprio smartphone o altri dispositivi e di interagire con il mondo esterno come mai fatto prima controllando una vasta gamma di funzioni, che collegano l’utente a servizi on-line, applicazioni o funzioni del telefono.

Da oggi non si tratta più di un sogno o un’idea, ma di realtà, grazie alla collaborazione tra Levi’s e Project Jacquard, che lanciano Levi’s Commuter Trucker Jacket: la nuovissima giacca smart dei nostri sogni. Costerà 350 $ e sarà in vendita per ora in 3 selezionate location negli Stati Uniti.

Il progetto è uno dei progetti di punta della divisione speciale di Google che prende il nome di Google ATAP, Advanced Technology and Projects.

Si tratta di una delle divisioni più innovative di Google ed è dedicata solo a progetti che mirano a cambiare la nostra vita con soluzioni nuove e tecnologiche. Sul sito dedicato si legge:

The future is what we choose to make. We make what we believe in. A small band of pirates. Believers. Makers.

Nella stessa divisione sono passati progetti come Project ARA, legato alla creazione di un hardware per uno smartphone modulare, Project TANGO, dedicato alla robotica e al mondo della modellazione 3D per la mappatura anche di ambienti chiusi, Project SOLI, incentrato sulla creazione di sensori incredibilmente potenti e sensibili cercando di replicare la sensazione di sfogliare un giornale, sullo schermo touch dei nostri smartphone e tablet.

Ma non è solo Google che sta esplorando questo mondo. Lo studio di design di Francis Bitonti ad esempio ha lavorato su scarpe e vestiti completamente stampati in 3D in materiali innovativi con l’obiettivo di esplorare un nuovo modo di immaginare l’abbigliamento. Sono poi tantissime le applicazioni nel mondo dell’abbiglimento che derivano dagli avanzamenti delle biotecnologie. Pensate che al MIT (Massachussets Institute of Technology), c’è chi sta progettando vestiti che sono in grado di interagire con l’ambiente e cambiare forma in base ad aspetti come, ad esempio, la temperatura. Lining Yao, ricercatrice del gruppo Tangible Media Group, ha creato un capo di abbigliamento che contiene al suo interno cellule viventi che reagiscono alla temperatura corporea e alle variazioni di umidità facendo sì che si crei una maggior aerazione quando il corpo si riscalda, ad esempio, durante un’attività sportiva. Sensori, misuratori dello stato di salute, contapassi e molto altro. Tutto può essere direttamente cucito dentro ai vostri vestiti e nessuno se ne accorgerà nemmeno.

Voi direte: però a me piacciono i vestiti alla moda e belli da vedere. Non preoccupatevi, anche questo lo possiamo risolvere con la tecnologia. Che ne dite ad esempio di un bel paio di scarpe da ginnastica che possono cambiare look in base alle vostre preferenze tramite un’app sul vostro smartphone?

Questo è possibile con tecnologie già esistenti: avete presente lo schermo del vostro e-book o del vostro orologio peebble se ne avete uno? Quella stessa tecnologia che esiste per altro da decenni e che si chiama e-ink, vi permette, infatti, di cambiare look alle vostre scarpe grazie a ShiftWear. Paura che si scarichi la batteria? Intanto questa tecnologia consuma pochissimo e poi che problema c’è quando camminando potete essere direttamente voi a ricaricarle?

Cristina Pozzi
Cristina Pozzi

Contributor

Cristina Pozzi è imprenditrice nel settore profit e no profit, speaker, advisor e angel investor. Su Impactscool Cristina scrive di innovazione e di tecnologia, con particolare attenzione alle possibili implicazioni morali e filosofiche.

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