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IO, l’app della Pubblica Amministrazione diventa realtà

31 maggio 2018 | Scritto da La redazione

Sembrerebbe essere la volta buona per la digitalizzazione dei servizi pubblici: il Team per la Trasformazione Digitale in collaborazione con l’AgID ha infatti annunciato la nascita di IO, l’app della pubblica amministrazione che verrà testata già nei prossimi mesi.

 

Strutturata come un unico ambiente digitale in cui raccogliere e gestire tutti i rapporti con la pubblica amministrazione, l’app IO promette di fare molto per semplificare le nostre battaglie quotidiane con la burocrazia: l’applicazione funzionerà come un hub per organizzare le informazioni provenienti dai sistemi digitali delle singole amministrazioni, che potranno quindi essere gestite sul proprio smartphone. Tra i nomi di punta del progetto c’è quello di Diego Piacentini, ex manager di Amazon e stretto collaboratore di Jeff Bezos, nominato nel febbraio 2016 Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale dal governo Renzi, nell’ambito del Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione, il documento ufficiale utilizzato per pianificare gli investimenti tecnologici nel triennio 2017-2019. Piacentini ha spiegato in un comunicato ufficiale: “L’app permetterà di ridurre drasticamente i tempi degli adempimenti del cittadino verso la Pubblica Amministrazione. Con un sistema di notifiche, pagamenti e scadenze, in pochi minuti si potranno svolgere operazioni che prima richiedevano molto più tempo.”

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Come funziona

Per il momento, è disponibile un’anteprima del prototipo dell’applicazione e dei dettagli dei servizi offerti sul sito io.italia.it. Da quanto emerso, IO permetterà l’integrazione di altri sistemi già in funzione, che confluiranno tutti nell’app della pubblica amministrazione e quindi semplificheranno tanto il lavoro delle stesse PA, quanto l’esperienza del cittadino. “Stiamo lavorando alle piattaforme abilitanti, quei componenti necessari, ma non sufficienti, per rendere l’app completamente operativa.” ha spiegato ancora Piacentini “L’anagrafe unica ANPR permetterà di sincronizzare tutti i dati dei cittadini che a oggi sono sparsi in circa 8000 anagrafi diverse, SPID ne garantirà un accesso sicuro e unico, il nodo dei pagamenti PagoPA diventerà il motore del borsellino digitale dell’app”.

Per accedere ai servizi dell’app sarà necessario possedere uno SPID, Sistema Pubblico di Identità Digitale, che garantirà quindi che ogni account sia collegato a una sola persona fisica. L’app consentirà inoltre di impostare un PIN o il riconoscimento dell’impronta digitale, sugli smartphone compatibili, per rendere ancora più rapido l’accesso ai servizi di IO.

IO sarà suddivisa in tre sezioni principali (Messaggi, Portafoglio, Documenti) oltre a quella dedicata alla gestione del proprio profilo personale:

Messaggi: in questa sezione verranno raccolti tutti i messaggi e le comunicazioni della pubblica amministrazione, attivando anche una funzione di notifiche push sul telefono. Da qui sarà inoltre possibile ricevere o inviare documenti o certificati dagli uffici di competenza.

Portafoglio: sarà possibile effettuare i pagamenti verso lo Stato direttamente all’interno di IO, grazie al sistema di PagoPA. Gli utenti potranno registrare la propria carta di credito, oppure associare servizi come PayPal e Satispay al proprio account. Dall’app si potranno pagare anche i bollettini cartacei provvisti di QR code.

Documenti: questa sezione fungerà da archivio per le ricevute dei pagamenti effettuati e dei certificati ottenuti dalla pubblica amministrazione. L’app permetterà non solo di visualizzare ma anche di condividere i documenti con altri enti, qualora richiesti.

 

 I vantaggi per la Pubblica Amministrazione

Anche se IO è pensata innanzitutto per risolvere le possibili difficoltà dei cittadini, secondo i responsabili risulterà vantaggiosa anche per le stesse pubbliche amministrazioni. L’applicazione, infatti, anche grazie all’integrazione di PagoPA, ANPR e SPID, metterà a disposizione la maggior parte delle funzioni comuni a tutti gli enti pubblici. Vantaggi che si spera potranno essere recepiti a più livelli, grazie all’anima open source del progetto: le pubbliche amministrazioni potranno infatti partecipare allo sviluppo della piattaforma, proponendo modifiche o implementando alcuni moduli dell’applicazione. “IO è un progetto aperto” dice Matteo De Santi, responsabile UX/UI & Product Design del Team per la Trasformazione Digitale, “qualunque ente pubblico può partecipare alla sperimentazione, anzi, è invitato a farlo. IO è pensato con una logica open source, cioè tutto il processo di realizzazione sia della app che dell’infrastruttura è completamente pubblica, e chiunque può vedere come la stiamo portando avanti e darci una mano. Il Team per la Trasformazione Digitale, inoltre, sta utilizzando tecnologie e metodologie che ci auguriamo costituiscano delle best practices per tutti i servizi digitali del nostro Paese”.

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Quando, come, perché

Come già detto, un’anteprima del progetto è consultabile sul sito io.italia.it ma IO non è ancora disponibile negli app store. Il Team per la Trasformazione Digitale e l’AgID, Agenzia per l’Italia Digitale, co-creatori del progetto,  hanno dichiarato che già a partire dall’estate 2018 alcuni servizi locali e nazionali saranno erogati tramite l’app. In questo periodo, infatti, verranno effettuati dei test con i cittadini di alcuni territori e con alcuni enti locali e nazionali.

Nonostante sia prematuro dire se IO potrà davvero essere la soluzione ai problemi quotidiani che la burocrazia comporta, l’applicazione ha certamente fatto dei passi da gigante nel campo della digitalizzazione e della semplificazione nel rapporto con la pubblica amministrazione rispetto al passato. Sono numerose, però, le incognite, soprattutto in campo politico: il progetto ha potuto godere dell’appoggio sia del governo Renzi che di quello Gentiloni, ma durante l’ultima campagna elettorale il tema del digitale non è stato affrontato dalle formazioni politiche ora al governo. Il Codice dell’Amministrazione Digitale, in ogni caso, pone delle garanzie a quanto fatto finora.

La redazione
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