Future Society

Visionary Days 2018: tutto sarà solo umano?

27 novembre 2018 | Scritto da La redazione

Il primo dicembre a Torino, la seconda edizione dell’evento che guarda al futuro

Un esperimento collettivo per discutere di futuro e raccogliere le visioni di 600 giovani attorno al tema “Tutto sarà solo umano?”. È Visionary Days, l’evento innovativo che, alla sua seconda edizione, si svolgerà l’1 dicembre Torino, dalle 9 alle 19, alle OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino. 10 ore di incontro e dibattito, suddivise in 4 sessioni tematiche e introdotte da speaker d’eccezione, che avranno il compito di ispirare i partecipanti che porteranno le loro visioni di futuro in 70 tavoli di confronto, coordinati da altrettanti moderatori scelti tra gli studenti dell’Università e del Politecnico di Torino. I lavori della giornata culmineranno con la redazione di un live book: un volume redatto in tempo reale da una redazione coadiuvata da un sistema di Intelligenza artificiale, che permetterà di selezionare e raggruppare le informazioni provenienti dai diversi tavoli, traducendole in un vero e proprio libro.

Visionary Days, che prevede nei prossimi anni più edizioni su tutto il territorio nazionale, è organizzato dall’associazione Visionary, fondata da un gruppo di studenti del Politecnico di Torino, con il sostegno di Compagnia di San Paolo, Reply, Fondazione CRT e del Politecnico di Torino e con il patrocinio della Città Metropolitana, del Comune di Torino, della Regione Piemonte, della Commissione Europea e dell’Università di Torino.

Impactscool è Community partner dell’evento e l’1 dicembre sarà a Torino per toccare con mano questa realtà e intervistare ospiti e partecipanti.
Nel frattempo, però, abbiamo fatto qualche domanda a Carmelo Traina, uno dei fondatori dell’evento.

 

Come è nato il progetto?

Il progetto nasce da quattro ragazzi nei primi mesi del 2017. Frequentavamo il Politecnico di Torino e abbiamo deciso di partecipare a un bando per la creazione di un’iniziativa rivolta agli studenti. In palio c’erano 8mila euro, una cifra che, allora, ci sembrava davvero enorme. La nostra idea iniziale, focalizzata sull’ambito dell’ingegneria, non fu scelta. Per nostra fortuna, però, il gruppo di lavoro vincitore non è riuscito a portare avanti il suo progetto e siamo quindi stati richiamati. Dopo un confronto, però, abbiamo abbandonato l’idea iniziale ed è nato Visionary Days.

Qual era l’obiettivo?

Creare un’occasione di incontro e condivisione per le nuove generazioni, che avesse al centro il tema del futuro. Un evento in cui fossero i giovani i veri protagonisti e in cui avessero l’opportunità di discutere della loro idea di futuro. Mettendo insieme esperienze diverse abbiamo creato questo format, che unisce il concetto di “ispirazione” tipico dei talk in stile TED e la creatività e la voglia di fare degli hackathon. Ne è nato questo format, che si articola in diverse sessioni e dura in totale 10 ore. Ogni sezione è aperta da un talk ispirazionale e prevede poi un lungo confronto.

Come siete passati dall’idea alla realizzazione?

Ci siamo resi conto dopo pochissimo tempo che gli 8.000 Euro previsti dal bando erano in realtà davvero pochi. Siamo riusciti a implementare il budget, anche se per degli studenti gestire grandi somme di denaro è sempre una bella responsabilità, e ci siamo attivati per formare un buon team e trovare una location che potesse soddisfare le nostre necessità. Così l’11 novembre 2017 c’è stata la prima edizione di Visionary Days, il cui tema era “Comunicare nel futuro”. Abbiamo avuto oltre 400 partecipanti e un riscontro davvero positivo. 

Una peculiarità dei Visionary Days è anche quella di lasciare qualcosa, anche di fisico, ai partecipanti…

Esatto. Molti eventi offrono grandi spunti ma, una volta finiti, si ha sempre la sensazione che non rimanga nulla di concreto. Per questo motivo noi consegniamo a tutti i partecipanti un “libricino”, l’anno scorso di 72 pagine, che contiene le visioni nate durante l’evento. Si tratta di un live book, realizzato attraverso la sintesi in tempo reale del confronto di tutti i tavoli ad opera di una redazione supportata da Intelligenza artificiale.
Visionary Days, però è soprattutto il punto di incontro tra tantissime persone che, anche se in piccola parte, possono avere un impatto sulla vita degli altri. Dal confronto, infatti, sono nate idee e addirittura due startup, ma in generale sono scaturite possibilità di futuro che, senza quell’incontro, non si sarebbero concretizzate. Il nostro valore, dunque, non è il libro in sé ma l’occasione di incontro che l’evento rappresenta.

Il progetto, però, si è evoluto anche su altri canali, è corretto?

Dopo la prima edizione c’era tanto entusiasmo e, non potendo realizzare la seconda edizione in tempi brevissimi per questioni logistiche e organizzative, abbiamo deciso di incanalare l’energia in altro modo. Abbiamo creato un gruppo Facebook, in cui abbiamo fatto rivivere alla community che si è creata questa esperienza di settimana in settimana, stimolando il dibattito e proponendo delle visioni. Questo lavoro ci è servito anche per porre le basi per questa seconda edizione di Visionary Days, che ha ambizioni ancora maggiori rispetto alla precedente.

Edizione 2018, quindi, cosa aspettarci?

L’evento, in programma l’1 dicembre, avrà 600 partecipanti, 70 tavoli di discussione e sarà in una location molto più grande e bella. Il tema sarà “Tutto sarà solo umano?” e ci concentreremo sull’incontro tra uomo e tecnologia, passando dall’ambito medicale all’Intelligenza artificiale e il machine learning, fino alle applicazione del genome editing. Ci saranno alcuni speaker d’eccezione, che porteranno le loro visioni per “ispirare” i partecipanti, ma soprattutto ci saranno moltissimi ragazzi pronti a discutere e confrontarsi sul futuro.

La redazione
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