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Le notizie del 2019 su tecnologia, scienza e innovazione che ci proiettano verso il futuro

31 dicembre 2019 | Scritto da La redazione

Il presente è ricco di segnali di futuro: abbiamo selezionato scoperte, tecnologie e innovazioni che destinati ad avere un impatto sul nostro domani

Uno dei metodi per pensare ai futuri possibili con un approccio più scientifico è quello di imparare a riconoscere e individuare i cosiddetti segnali deboli, notizie, scoperte ed eventi del presente che potrebbero suggerire dei cambiamenti importanti nel domani.
Il 2019 è ai titoli di coda ed è stato un anno carico ricco di nuovi traguardi nel mondo della scienza che, in futuro, potrebbero portare a impatti significativi in diversi settori.

Ecco le notizie che, secondo la redazione di Impactscool, hanno segnato questo 2019.

 

La prima immagine di un buco nero

L’incredibile sforzo della collaborazione internazionale EHT ha prodotto nel mese di aprile la prima immagine di un buco nero supermassiccio, quello situato al centro della galassia M87 a oltre 50 milioni di anni luce dalla Terra. Oltre 200 tra ricercatori, scienziati e tecnici provenienti da tutto il mondo hanno lavorato per ottenere l’immagine: uno scatto che ha rappresentato un momento di svolta, non solamente da un punto di vista scientifico ma anche da quello organizzativo e di coordinazione globale, l’ennesima conferma che il futuro della ricerca scientifica su larga scala non può che essere fatta superando confini politici e geografici per poter riuscire a sfiorare i confini della conoscenza.

 

La (presunta) supremazia quantistica di Google

A settembre un annuncio ha scosso il mondo dell’informatica e non solo: un nuovo computer quantistico sviluppato da IBM con 53 QuBit a sua disposizione prometteva di raggiungere velocità di calcolo inaccessibili ai normali computer. Questo tipo di dispositivo, infatti, utilizza i QuBit per svolgere i suoi calcoli, un’unità di informazione quantistica che può rappresentare uno 0 o un 1, come i tradizionali computer, ma anche entrambi contemporaneamente grazie al principio della sovrapposizione. Questa possibilità permette ai computer quantistici di fare calcoli molto più elaborati rispetto ai classici computer e molto più in fretta.
Anche Google, nel giro di poco tempo, ha presentato un sistema in grado di svolgere in soli 3 minuti un calcolo che un computer tradizionale avrebbe impiegato 10mila anni a risolvere, annunciando di aver raggiunto la supremazia quantistica e scatenando una serie di botta e risposta con IBM.

 

Neuralink: l’interazione uomo macchina è sempre più concreta

Dopo tanto mistero, Elon Musk ha svelato i piani e i risultati raggiunti da Neuralink, la startup fondata nel 2017 che si pone l’obiettivo di creare nuove tecnologie di connessione tra cervello e computer. Due anni di lavoro e 100 milioni di dollari di finanziamenti hanno portato alla realizzazione dei primi prototipi, sperimentati su animali di laboratorio (ratti e una scimmia), e presentati dallo stesso Musk alla platea della California Academy of Sciences di San Francisco a luglio. Si tratta di un’interfaccia DBI (Deep Brain Implant), dispositivi che già esistono e che vengono usati a scopo di ricerca principalmente per permettere il controllo di un arto meccanico attraverso il pensiero. Normalmente questi sistemi, però, sono ingombranti, difficili da impiantare chirurgicamente e hanno una banda di trasmissione dati limitata. I risultati ottenuti da Neuralink invece mostrano un’interfaccia molto meno invasiva che sfrutta sottilissime fibre flessibili e resistenti che vengono inserite nel cervello per raccogliere dati e, in futuro anche inviarne, a una velocità 10 volte maggiore rispetto ai sistemi DBI attualmente utilizzati.

 

Quella climatica è diventata un’emergenza globale

Non lascia spazio a interpretazioni lo studio pubblicato il 5 novembre sulla rivista BioScience e firmato da 11mila scienziati provenienti da 153 Paesi, 250 italiani: siamo di fronte a un’emergenza climatica. Si tratta dell’articolo scientifico col maggior numero di firme mai pubblicato, una risposta quasi unanime a chi negli ultimi mesi ha sollevato qualche dubbio sulla reale gravità della situazione. Nella ricerca, basata sull’analisi di 40 anni di dati scientifici, gli esperti suggeriscono anche sei misure da adottare con urgenza per provare a far fronte all’emergenza in corso.

 

I progressi della medicina ci consegnano un vaccino per l’Ebola

Il mondo della sanità è in grande fermento: complici tecnologie sempre più performanti, dispositivi di precisione e conoscenze sempre più approfondite della biologia umana stiamo andando a gran velocità verso la medicina personalizzata. La notizia del 2019, però riguarda un virus noto da tempo e per il quale, finalmente, esiste un vaccino: l’Ebola. L’11 novembre l’EMA, European Medicines Agency, ha permesso all’azienda farmaceutica statunitense Merck di commercializzare il vaccino. Non è l’unico vaccino capace di affrontare il virus ma è l’unico che è stato testato durante l’epidemia e che si è rivelato molto efficace nel prevenire l’infezione. Il farmaco è stato già somministrato a centinaia di migliaia di persone nella Repubblica democratica del Congo.

 

Spazio: a 50 anni dall’allunaggio la Luna torna protagonista

Il 2019 è stato caratterizzato da grandi conquiste e di una ritrovata attenzione mediatica per il mondo dell’esplorazione spaziale, che può contare su molti nuovi protagonisti, privati e non.  Nell’anno in cui si sono celebrati i 50 anni dalla Missione Apollo 11, che ha portato per la prima volta l’uomo sulla Luna, non poteva essere che il nostro satellite il protagonista della “nostra” missione del 2019. Il 3 gennaio, alle 3.26 ora italiana, la sonda cinese Chang’e-4 ha raggiunto un risultato storico: è atterrata sul lato nascosto della Luna, quello non visibile dalla Terra. Nessuno, fino a oggi, era infatti riuscito in questa impresa. La Cina, dopo aver raggiunto questo obiettivo, è sempre più in corsa per un ruolo da leader nell’esplorazione spaziale del prossimo futuro, in cui si fanno sempre più concrete le ipotesi di stazioni orbitanti permanenti intorno alla Luna e di basi lunari. Con lo sguardo sempre rivolto verso Marte.

 

https://www.youtube.com/watch?v=o9FI1R09ay8

La redazione
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