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Le notizie della settimana scelte da Impactscool – 20 agosto

20 agosto 2018 | Scritto da La redazione

La plastica nelle meduse, la sonda della NASA che sfiderà il sole e il problema con il tracciamento degli utenti di Google: scopri le notizie più importanti su tecnologie e futuro, scelte e selezionate dal web per i lettori di Impactscool.

Per la prima volta è stata evidenziata la presenza di plastica nelle meduse

Un gruppo di ricercatori italiano ha pubblicato uno studio su Nature Scientifc Reports che conferma la presenza di macroplastiche in alcuni esemplari di meduse. Lo studio è corredato di immagini, in una delle quali si può vedere una striscia di plastica proveniente da un pacchetto di sigarette, che la medusa della specie Pelagia noctiluca, una delle più urticanti presenti nei nostri mari, scambia per una preda. I ricercatori spiegano che questo potrà avere conseguenze molto gravi per l’intera catena alimentare marina: le meduse, infatti, formano una parte considerevole della dieta di tartarughe e pesci, compresi tonno e pesce spada.

 

Parker solar probe, ovvero la sonda della Nasa che sfiderà il Sole

È partita da Cape Canaveral in Florida domenica 12 agosto (con 24 ore di ritardo rispetto alla tabella di marcia): la sonda Nasa Parker Solar Probe sta già facendo parlare di sé. Innanzitutto, per i due record che riuscirà a stabilire: la sonda, infatti, arriverà a 6,2 milioni di chilometri dalla superficie della nostra stella e raggiungerà la velocità di 190 chilometri al secondo, entrambe condizioni mai raggiunte prima d’ora. Con questo progetto la Nasa vuole studiare il vento solare emesso dalla parte esterna del Sole e che origina le aurore polari.

 

Google traccia i vostri movimenti, anche se gli avete chiesto di non farlo

L’agenzia di stampa Associated Press ha svelato che Google traccia la posizione dei propri utenti anche nei casi in cui questi abbiano esplicitamente negato il proprio consenso perché ciò avvenga. Secondo quanto scoperto da AP, e poi confermato da alcuni studiosi dell’Università di Princeton, la falla nel rispetto della privacy riguarda sia i dispositivi Android che quelli iOs. Il tracciamento continuo da parte di Google urta contro quanto specificato sulle pagine di supporto, dove è indicato che è possibile “disattivare la Cronologia delle posizioni in qualsiasi momento. Se è disattivata, i luoghi che visiti non vengono più memorizzati. Se viene disattivata per l’account Google, la Cronologia delle posizioni viene disattivata per tutti i dispositivi associati all’account”. Ma cosa fare, allora, per difendersi?

La redazione
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